Cronaca

Colombo, 700 preferenze azzerate dal flop Albertini: «Come avessi fatto 3 gol in una squadra sconfitta»

alt Il candidato dell’area montiana

(e.c.) Alessandro Colombo, con le 700 preferenze personali, si è decisamente salvato dal naufragio comasco (e lombardo) di lista e candidato presidente. Eppure il doppio flop dell’ex sindaco Gabriele Albertini e del montiano Movimento Lombardia Civica alle elezioni regionali è di quelli che fanno rumore. I numeri, in questo senso, sono impietosi: in provincia, il teorico sfidante di Roberto Maroni e Umberto Ambrosoli, ha raccolto soltanto il 3,87%. La lista collegata, addirittura il 2,39%. Un po’ meglio è andata a Como città – dati rispettivamente al 4,8% e 3,4% – ma la delusione del centro nato sotto l’ala protettrice di Mario Monti (che pure, con Scelta Civica, per il voto alla Camera, a Como è arrivato al 13%) rimane palpabile. «E io, con le mie 700 preferenze – commenta con una battuta Colombo – mi sento un po’ come il

calciatore che fa una tripletta ma in una squadra che perde la partita».
«Quando abbiamo visto che Scelta Civica, alle politiche, si era attestata sopra il 13% nel capoluogo – prosegue Colombo – eravamo abbastanza fiduciosi anche per il risultato alle regionali. Invece, i numeri sono stati nettamente inferiori. La causa? Credo che, per il Pirellone, prima di tutto abbia pesato la radicalizzazione estrema dello scontro tra Maroni e Ambrosoli. In quel contesto, Albertini è rimasto inevitabilmente un po’ schiacciato».
Altro fattore penalizzante, questa volta di natura tecnica, sarebbe stato l’appello di alcuni esponenti della stessa area montiana a ricorrere al voto disgiunto a favore del candidato presidente del centrosinistra.
«Sicuramente anche questo aspetto ha influito – ammette il candidato montiano – anche se non credo abbiamo radicalmente mutato lo scenario. Comunque posso già dire con certezza che non ci disintegreremo e il nostro progetto politico continuerà verso la creazione del Partito Popolare Italiano».
Dopo un lunghissimo passato in Forza Italia prima e nel Pdl poi, Colombo non si sottrae a un commento sul partito di Berlusconi e sul fenomeno Grillo.
«Se fossi rimasto nel Pdl e mi fossi candidato come esponente dell’area liberal – sottolinea Colombo – ora sarei probabilmente consigliere regionale. Ma queste elezioni ci dicono che, al di là dell’exploit eccezione di Berlusconi, il partito ha dimostrato ancora una volta di non avere una classe dirigente vera, anche perché nessuno ha mai voluto che crescesse davvero. E io, in un Pdl ormai spostato su posizioni estremamente populiste, non potevo più stare, vista la mia estrazione storicamente liberale». Il mancato boom di Grillo, invece, sarebbe frutto «della storia liberale, cattolica e conservatrice di Como, che si riconosce nella serietà in politica e in economia piuttosto che nei comici».

Nella foto:
Accanto, Alessandro Colombo, candidato al Pirellone con il Movimento Lombardia Civica, guidato dall’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini
1 Marzo 2013

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