«Colpa anche dello Stato latitante»

Il Silp
«Se da anni, come dichiara il pool Antimafia, non è cambiato nulla e anzi la ’ndrangheta nel Comasco si è rafforzata, è forse anche colpa di un pericoloso latitante: lo Stato». Sono parole pesanti come macigni quelle lanciate dalla segreteria provinciale di Como del sindacato Silp-Cgil. L’intervento è giunto in serata, a commento dell’operazione che ha portato all’arresto di 38 persone. «Mentre tutto ciò accadeva – si legge nel comunicato – il nostro ministero cosa ha deciso di fare? Di chiudere i presidi di polizia». Al centro della pesante critica la progettata chiusura della sezione di polizia postale di Como, ma anche della squadra nautica lacuale e la trasformazione della polizia di frontiera di Ponte Chiasso in Commissariato con riduzione di organico. «Un progetto che non fa alcun riferimento a come garantire il territorio e la sicurezza dei cittadini in quei luoghi nei quali verranno soppressi i presidi». Da qui la pesante stoccata finale: «forse» la colpa della situazione attuale è anche di un «pericoloso latitante, lo Stato».

Nella foto:
Ilda Boccassini

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