Colpì il rivale con un bottiglione. Va ai “domiciliari” ma non al lavoro

Il 24enne condannato a 8 anni in primo grado

(m.pv.) Il giudice di Como, Francesco Angiolini, ha accolto l’istanza di “domiciliari” presentata dalla difesa del 24enne di Rebbio condannato a 8 anni per il tentato omicidio di Tavernerio. La notte del 3 febbraio 2013, brandendo un bottiglione, colpì alla testa un coetaneo di Erba lasciandolo sul selciato in gravi condizioni. Il tutto al termine di una rissa per futili motivi tra due gruppi di amici. La decisione è stata presa con l’assenso del pubblico ministero che aveva seguito il fascicolo

e chiesto la condanna a 8 anni. Il 24enne, assistito dall’avvocato Livia Zanetti, dall’epoca dell’arresto, pochi giorni dopo il fatto, si trovava nel carcere del Bassone. Ai “domiciliari”, condizioni cui rimarrà finché il giudizio non diverrà definitivo negli altri due eventuali gradi, il 24enne potrà vedere solo i familiari stretti e l’avvocato, non (ovviamente) gli amici. Respinta invece l’istanza collegata a quella dei “domiciliari” che chiedeva di poter far tornare il 24enne al lavoro per guadagnare i soldi necessari a risarcire la vittima.

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