COLPIRE I BATTELLI È PURO MASOCHISMO

di MARIO GUIDOTTI

Turismo e trasporto da salvare

Non sparate sulla Navigazione. O, parafrasando Spielberg, “Salviamo il soldato battello”. Tra tutti i mali che ci siamo fatti negli ultimi anni a Como, la Navigazione sembrava magicamente esclusa. E ti pareva, non a caso si dice Lago di Como.
Ma un impeto masochistico si sta materializzando dietro l’angolo e anche la Navigazione lariana sarà soggetta a tagli di servizi e di personale, aumenti di tariffe, riduzione delle corse.
Nessun settore, sia chiaro, può chiamarsi fuori dalla crisi

economica che stiamo vivendo, che dire tale appare quasi riduttivo.
Per certi versi si ha l’impressione di vivere una sorta di caduta dell’Impero Romano e chi è alla guida del veicolo Italia non può fare altro che gestire la discesa e renderla meno traumatica. Ma poiché ci sarà pure una fine, una stabilizzazione degli eventi, cerchiamo almeno che alcuni settori, non solo strategici ma addirittura vitali, non vadano in mille pezzi e diventino così inservibili per decenni.
La Navigazione sul Lario è per il nostro territorio uno di questi. Dopo la crisi del tessile, dell’arredo, e di altri settori produttivi locali, sembrava che il turismo potesse portare ossigeno ai nostri fiacchi polmoni economici.
È allora così difficile vedere che il battello rappresenta per il visitatore qualcosa di insostituibile? È così improbabile immaginare che il lago visto dal lago sia profondamente diverso di quello gustato dal torpedone su e giù per le strade? Oltretutto paralizzate, come è la regola sulla Regina o sulla Lariana.
Purtroppo in pochi si rendono conto di quanto farebbe sistema un adeguato servizio di battelli coniugato alle mostre, ai congressi, alle visite in villa, ai ristoranti, agli alberghi, ai parchi e giardini botanici.
E accanto all’aspetto turistico non va dimenticato il sistema trasporto in senso stretto. Delle persone e delle cose. È noto come i luoghi del lago siano poveri di aziende e posti di lavoro, se si esclude il settore vacanziero peraltro solo stagionale, e quindi quanti debbano venire a lavorare a Como o in Brianza.
Bene, si è mai pensato che il Lario potrebbe essere un’autostrada sempre sgombra in grado di veicolare centinaia di persone tutte le mattine, alleggerendo le intasatissime e sgangherate vie d’asfalto?
Non si è forse detto a più riprese che il prossimo sviluppo deve essere sostenibile anche da un punto di vista ambientale? Facciamo appello al superministro Passera: anche il suo lago (e perché no, anche altre vie lacustri, fluiviali, marittime) può essere motivo di crescita economica. Insomma, navigare potrebbe fare rima con lavorare e anche risparmiare.
E allora fuori le idee, e alla larga dai soliti brodini privi di effetti benefici.
Aumenta il prezzo del gasolio? Che almeno quello di certi settori strategici del trasporto pubblico sia libero da accisa. Il personale costa? Assumiamo giovani a contratto vantaggioso nel settore Navigazione. Le corse sono lunghe? Allietiamo i tempi di percorso con musiche a bordo, letture, proiezioni.
Insomma, se la parola d’ordine è: la crisi può essere un’opportunità, è nostro dovere non farci sfuggire un opportuno sfruttamento sostenibile del nostro lago.

 

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