Coltellata all’addome: incapace di intendere

Tribunale di Como

Passerà cinque anni in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) il 28enne di Dongo arrestato a ottobre dello scorso anno per la coltellata al petto inferta a un altro 23enne del paese. La decisione è stata presa ieri mattina dal giudice dell’udienza preliminare, che ha valutato la perizia che riconosceva l’imputato incapace di intendere e di volere. Il ferito rischiò molto, operato d’urgenza in ospedale a Gravedona in seguito a una importante emorragia interna. Fu ricoverato in prognosi riservata. L’aggressione – per motivi futili, come voci e pettegolezzi di paese – avvenne nella casa della vittima, di fronte ad altre persone tra cui la compagna.
Il 28enne scappò poi lungo le vie del paese dell’Altolago. Le indagini in questi mesi sono state coordinate dal pubblico ministero Mariano Fadda.
I due, secondo la ricostruzione, si sarebbero appartati per discutere, lontano dagli occhi degli altri presenti. A un certo punto, si sarebbero udite delle urla, quelle del 23enne ferito all’addome con una sola coltellata inferta con un’arma a serramanico. L’aggressore si sarebbe poi dileguato nella notte (erano le 22) mentre sul posto sopraggiungeva il 118.
La vittima, trasportata in ospedale a Gravedona, subì come detto un delicato intervento chirurgico necessario per rimediare alla profonda ferita. Le indagini dei carabinieri permisero di ricostruire quello che era accaduto. Anche l’aggressore, tra l’altro, era finito in ospedale per delle ferite rimediate al momento di sferrare la coltellata.
Fu proprio il 28enne a indicare ai carabinieri il punto in cui si era liberato del coltello a serramanico, gettato in un cassonetto della spazzatura.

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