Comasca colpita da un fulmine in Abruzzo: salva per miracolo

Il bagliore improvviso, poi un boato che «mi ha fatto pensare a un’esplosione». E un istante dopo un dolore fortissimo al braccio. Attimi di terrore per una comasca in vacanza in Abruzzo, colpita da un fulmine. «Fortunatamente sono qui a raccontarlo – dice – sono miracolata, non so cosa mi abbia salvata, forse le ciabatte di gomma».
Antonella Pigliacelli, docente dell’istituto comprensivo Como Nord, nel plesso di Campione, sta trascorrendo le vacanze ad Alba Adriatica. Lunedì scorso, nel pomeriggio, è scoppiato un violento temporale. «Ero con mio marito e mia figlia e con due amiche di Como – dice – Ci siamo messe noi tre sotto un unico ombrello. Io ero all’esterno e ho retto il bastone di ferro con una mano. Anche la punta era in ferro e credo siano state circostanze che hanno contribuito ad attirare il fulmine».
All’improvviso il boato. «Non ho fatto in tempo a rendermi conto di quanto stesse accadendo – racconta la docente comasca – Sembrava un’esplosione e c’è stato anche un chiarore fortissimo. Le mie amiche istintivamente si sono abbassate, temendo appunto uno scoppio».
Era un fulmine. «Ho sentito un dolore all’avambraccio, come se mi avessero dato una bastonata – racconta Antonella – In realtà non si era trattato di un colpo, credo che sia stato il mio modo di avvertire la scarica. Il braccio mi tremava come se avessi messo la mano nella corrente. La mano si è staccata dall’ombrello ma è rimasta rigida, con le dita serrate. Ho avuto una grande paura e come me le persone attorno e chi ha assistito alla scena».
Fortunatamente, le conseguenze si sono limitate a un forte dolore al braccio. «Probabilmente sono stata colpita da una scarica secondaria e non da quella principale del fulmine – dice Antonella – Avevo ai piedi ciabatte di gomma e forse anche questo ha aiutato ad assorbire la scarica. Ho provato un dolore intenso, che con il passare del tempo però è passato. È stata un gran brutta esperienza e la paura è stata enorme. Ho vissuto momenti da incubo e credo di poter parlare davvero di scampato pericolo».
Anna Campaniello

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