Comaschi bocciati: troppe caldaie fuori legge

Le emissioni nell’atmosfera
L’assessore regionale: «Basta scuse, chi non sarà in regola verrà multato»
Pochi controlli e un numero di caldaie a norma inferiore alla media lombarda. Como bocciata sul fronte degli impianti di riscaldamento, responsabili del 30% delle emissioni inquinanti nell’atmosfera.
«Non vogliamo infierire sui cittadini e sulle amministrazioni pubbliche – dice l’assessore regionale all’Ambiente, Marcello Raimondi – Dopo una prima fase per così dire educativa, però non saremo più disposti ad accettare scuse. Chi non sarà in regola sarà multato».
Controllare la regolarità degli impianti di riscaldamento civili è un compito che spetta alle Province e ai Comuni. La Regione ha posto come obiettivo la verifica del 5% delle caldaie durante la stagione invernale. «La Provincia di Como al momento è ferma al 2% circa dei controlli – sottolinea Raimondi – Inoltre, a fronte di una regolarità media degli impianti controllati che in Lombardia è superiore al 75%, il territorio lariano si attesta a quota 65%. Va meglio nel capoluogo, ma sull’intero territorio la situazione non è buona».
«I controlli sono onerosi e non sempre gli enti locali hanno le risorse per finanziarli – prosegue l’assessore regionale all’Ambiente – Siamo sempre a disposizione per aiutare Comuni e Province che avessero difficoltà. Siamo partiti con una linea morbida, consapevoli che si tratta di cambiare la mentalità delle persone, facendo capire ad esempio che una caldaia performante permette un risparmio fino al 70% della spesa per il riscaldamento. Siamo pronti, però, anche a dare un giro di vite, con misure più severe che sono un segno di serietà e equità. Sono previste multe da 500 a 5mila euro per le caldaie non in regola».
Per questa stagione invernale, la Regione ha introdotto la campagna del “bollino blu”. «Si tratta di una sorta di chiamata all’azione di tutti i cittadini – spiega l’esponente della giunta regionale – Prima di tutto vogliamo completare la catalogazione degli impianti, creando una sorta di catasto delle caldaie tramite il quale i cittadini potranno verificare in tempo reale la situazione del proprio impianto. Stiamo lavorando in collaborazione con i manutentori, oltre 800 in provincia di Como, che devono diventare consulenti del cittadino nella gestione del calore. Invitiamo tutti i cittadini a chiedere un controllo del proprio impianto, al termine del quale, ovviamente se tutto è in regola, riceveranno senza costi aggiuntivi il bollino blu».
Secondo gli ultimi dati disponibili, gli impianti termici in funzione in provincia di Como sono circa 250mila, dei quali 26mila nel capoluogo. Attualmente, in base alle rilevazioni più recenti del Pirellone, oltre 163mila delle caldaie censite sono in regola con la trasmissione della dichiarazione di avvenuta manutenzione.
«La campagna del bollino blu è uno dei quattro grandi filoni su cui stiamo lavorando per la riduzione dell’inquinamento – conclude l’assessore all’Ambiente della Regione Lombardia – Un secondo capitolo prevede l’obbligo della termoregolazione e contabilizzazione del calore in tutti i condomini, anche i più vecchi. Inoltre, prosegue il progetto di estensione a tappeto del teleriscaldamento. L’ultimo intervento riguarda il divieto dell’installazione di stufe e camini non performanti. Con queste misure pensiamo di poter ridurre del 20% le emissioni inquinanti da riscaldamento civile entro il 2015 e del 50% entro il 2020».

Anna Campaniello

Nella foto:
Più le caldaie sono efficienti, più vengono ridotte le emissioni inquinanti nell’aria

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