Comaschi che lavoravano in Svizzera hanno aperto un b&b in Thailandia

© | . . La spiaggia di Koh Samui, in Thailandia

Leonardo DiCaprio, nel film “The Beach”, la scoprì per caso. Una spiaggia incantata, un paradiso terrestre nella magica Thailandia, ben lontano dalla metropoli Bangkok.

Due comaschi, marito e moglie, non solo si sono messi sulle orme del divo di Titanica memoria ma, in Thailandia, si sono fermati a vivere e lavorare. Hanno aperto un’affascinante bed and breakfast dove, d’estate, arrivano anche diversi turisti lariani. La loro è una storia singolare che fa immediatamente nascere un pizzico d’invidia, soprattutto dopo aver visto le foto dell’isola di Koh Samui, situata nel Golfo del Siam, a un’ora di volo dalla capitale, dove Simone Costa e la moglie Morena trascorrono le giornate, godendosi un clima tropicale che fa regolarmente segnare temperature superiori ai 27 gradi, anche in inverno.
Nonostante ciò il legame con il Lago di Como rimane però ben saldo.
«Trascorriamo qui dieci mesi all’anno e rientriamo a casa per i restanti due, principalmente per salutare parenti e amici. Ho lavorato per 26 anni in Svizzera e nel 2012 io e mia moglie Morena, ovviamente di comune accordo, abbiamo deciso di affrontare questa nuova avventura sull’isola di Koh Samui. Conoscevamo già questo Paese, con i suoi pregi e i suoi difetti, grazie alle numerose vacanze trascorse in queste terre negli anni passati e dunque non è stato poi così difficile prendere la decisione finale anche perché non abbiamo figli. E ora eccoci qui». L’amore per questo Paese è scoccato nel 2002, quando per la prima volta la coppia andò in vacanza in Thailandia, scoprendo quest’isola grande quanto l’Elba.
«L’aspetto positivo di Samui è che abbiamo una stagione turistica molto lunga (circa 10 mesi all’anno) e un periodo delle piogge che generalmente inizia a metà ottobre e termina a fine dicembre. Francamente però a volte ci manca l’aria fresca del Lario», ci racconta Simone, oggi 51enne.
E anche in questo meraviglioso angolo di mondo «è davvero sorprendente osservare come tanti thailandesi conoscano il “Lake of Como” e, ovviamente, ciò non può che farci piacere e inorgoglirci».
Ma ci sono anche i lati negativi.
«Quello che invece ci dispiace è che a distanza di molti, troppi anni ormai, la politica comasca non abbia ancora risolto la faccenda delle paratie e dell’area ex Ticosa. Un vero peccato per l’immagine di Como nel mondo, ma questo non lo diciamo ai thailandesi», prosegue Simone che racconta come sia comunque sempre in contatto con quanto accade a Como attraverso il web che «ha realmente trasformato il mondo un villaggio globale. Con un click vediamo in diretta ogni giorno le numerose webcam di Como, miracoli della moderna tecnologia», spiega Simone.
Ma prima di lanciarsi in una simile avventura «trattandosi di un Paese molto diverso dal nostro, consiglio a chiunque volesse trasferirsi, di fare almeno un paio di vacanze per capire meglio la loro cultura, i loro tempi, la loro mentalità che ovviamente è molto diversa dalla nostra», racconta Simone. «La regola fondamentale comunque è il rispetto delle loro tradizioni, della religione buddhista e della famiglia reale, i cui membri sono visti come delle divinità. Per il resto non ci sono particolari problemi».
Attualmente Simone e Morena gestiscono un bed and breakfast a pochi metri dal mare. «La nostra clientela è in prevalenza composta da coppie o da piccole famiglie provenienti dalla “vicina” Australia, dalla Malesia e, ovviamente, anche dall’Europa.
Fabrizio Barabesi

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