Comaschi evasori e omertosi: i numeri fanno paura

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I dati della Finanza nel 2013
Il traffico di oro sale del 150%, oltre un milione di euro al giorno nascosti al fisco

Un fiume d’oro attraversa ogni settimana il confine di stato con destinazione i caveau delle banche svizzere. Parte di questo viene “intercettato” dai militari delle fiamme gialle. In media, ogni giorno almeno quattrocento grammi di metallo prezioso finiscono nelle mani della guardia di finanza che presidia i valichi. Oro non dichiarato, nascosto, spesso di provenienza illecita. In un solo anno, i sequestri sono passati da 58 chili a 147, con un incremento del 150%. Numeri che destano scalpore

e c’è chi dice, tra l’altro, che a breve saliranno ulteriormente perché l’attività di contrasto è sempre attiva. È questo uno dei dati più impressionanti forniti ieri dalla guardia di finanza di Como. Le fiamme gialle infatti, nella sede di Palazzo Terragni, hanno fornito il resoconto della loro attività annuale che, a dir la verità, è davvero sconfortante. Perché in ogni capitolo di evasione o illecito, il trend di crescita è con un segno più ben evidente. Unico dato in ribasso, e anche questo suona come ammonimento per i comaschi, sono le segnalazioni giunte al 117, il numero della guardia di finanza, che in appena 12 mesi sono scese del 60%. La gente del Lario è dunque afflitta dal morbo dell’evasione e pure da quello dell’omertà. Può sembrare una sintesi dura, ma è quello che emerge con evidenza dai numeri che ora elencheremo uno in seguito all’altro.
Dilagano gli evasori totali
Partiamo dal dato generale: sono 400 i milioni di euro nascosti al fisco nel 2013 (più di un milione al giorno), con un’evasione dell’Iva di 100 milioni di euro (+18%). A destare scalpore in questo ambito sono gli evasori totali, quelli che non dichiarano al fisco nemmeno un centesimo. Nel 2013 sono stati 103, con un aumento del +19% rispetto all’anno precedente. Secondo la finanza avrebbero nascosto 351 milioni di euro, con un’evasione di Iva pari a 85 milioni di euro. C’è poi il capitolo dei “furbetti” che hanno beneficiato di esenzioni o prestazioni sociali non dovute. Stiamo parlando di chi ha chiesto benefit per rette scolastiche o cose simili (56 irregolarità su 92 controlli), esenzioni dal ticket sanitari su autocertificazione (incredibile, 37 irregolarità su 38 verifiche), ma anche di chi ha percepito pensioni sociali non dovute (per 31 mila euro), fondi comunitari non leciti (407 mila euro) e danni erariali segnalati alla corte dei conti da un milione e mezzo di euro.
Furbetti dello scontrino al 29%
Non conosce crisi nemmeno la pratica preferita dai “furbetti” dello scontrino, ovvero il non emettere il documento fiscale dopo ogni vendita. Nei 4.458 controlli effettuati nei negozi, sono state riscontrate 1.271 irregolarità relative a scontrini non emessi. Il dato si è attestato al 29%, quando un anno fa eravamo fermi al già ragguardevole 22%. «Inutile nascondersi – ha commentato il colonnello Marco Pelliccia, comandante provinciale della guardia di finanza – Questi dati indicano un’evasione di massa, come sottolineato anche dal Comando Generale. Continueremo ancora i controlli nel 2014, affiancati da un ulteriore impegno anche nella lotta alla contraffazione e ai venditori abusivi. Questo per tutelare chi lavora onestamente». A tal proposito, pure su questo fronte i numeri sono aumentati: nel 2013 sono stati 74 mila gli articoli sequestrati (+80%) con marchi contraffatti oppure riportanti la sigla “Made in Italy” pur essendo stati prodotti all’estero.
Al confine 99 milioni di euro
Da ultimo, i numeri con cui abbiamo aperto l’articolo, ovvero quelli relativi ai sequestri di oro (il già citato +150%) e al traffico di valuta e titoli dal confine. È stato calcolato che il 33% del denaro che esce dall’Italia passa da Brogeda, in forma lecita o illecita. Sono stati quasi 99 milioni di euro quelli finiti nelle mani della finanza per un controllo, con le violazioni che sono raddoppiate come pure i verbali, passati da 761 a 1.215 (+59%). «Numeri impressionanti? Diciamo che forse stiamo affinando anche noi il nostro modo di agire – conclude il colonnello Pelliccia – La crisi c’è e tra gli “sfoghi” c’è anche l’evasione. Questo fenomeno sta diventando un problema sociale ed è una spia di quello che sta avvenendo in Italia».

Mauro Peverelli

Nella foto:
A sinistra, la conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Terragni dove sono stati elencati i numeri ottenuti dalla guardia di finanza nel 2013 (foto Fkd). Sotto, uno dei sequestri di oro effettuato dalle fiamme gialle lungo la fascia di confine

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