Comaschi “papabili” nell’esecutivo: Borghi verso l’Economia, Molteni potrebbe affiancare Giorgetti

Palazzo Chigi, sede del Governo
Palazzo Chigi, sede del Governo

Per Como è probabilmente giunto il momento di tornare ad avere qualche sottosegretario. Dopo 27 anni. L’ultimo uomo politico lariano a ricoprire un simile incarico è stato infatti il socialista Marte Ferrari, sottosegretario al Bilancio e alla Programmazione economica tra il 23 luglio 1989 e il 12 aprile 1991, nel sesto governo Andreotti. Da allora, più nulla. Complici probabilmente la scomparsa dei partiti storici, l’affermarsi di nuove formazioni politiche e la difficile gestazione di una classe dirigente rinnovata.

Nicola Molteni ospite a Espansione Tv
Nicola Molteni ospite a Espansione Tv

Adesso è molto probabile che possano essere almeno due i comaschi chiamati nel ruolo di vice. Due leghisti. Gli stessi dei quali si è parlato a lungo come possibili ministri. Gli stessi che hanno partecipato alla stesura del “contratto”. È proprio questo l’indizio decisivo. Praticamente tutti coloro i quali hanno scritto il testo dell’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle, a partire ovviamente dai due leader, sono finiti nel governo. Da Giorgetti a Laura Grillo, da Toninelli a Fraccaro, da Centinaio a Bonafede. Il tavolo del contratto è stato una sorta di anteprima del tavolo di Palazzo Chigi. Ed è per questo molto probabile che sia Nicola Molteni sia Claudio Borghi Aquilini finiscano per essere cooptati nel nuovo esecutivo. Ancora ieri, del resto, tutte le agenzie e tutti i commentatori più accreditati davano in pole entrambi i leghisti lariani per un incarico di governo.

Claudio Borghi Aquilini nella redazione del nostro giornale
Claudio Borghi Aquilini nella redazione del nostro giornale

Borghi dovrebbe essere vice di Giovanni Tria al ministero dell’Economia, in coppia con la torinese pentastellata Laura Castelli (anch’essa reduce dal tavolo del contratto). Molteni, invece, potrebbe essere uno dei sottosegretari alla Presidenza del consiglio. Il deputato canturino, com’è noto, è attualmente il presidente dell’unica commissione attiva a Montecitorio, la “speciale” che viene istituita in attesa della costituzione delle commissioni permanenti. Sia lui sia Vito Crimi, presidente a Palazzo Madama della stessa commissione speciale, sarebbero stati indicati per il ruolo di sottosegretari a Palazzo Chigi. Nulla è scontato, come dimostra la lunghissima e tortuosa trattativa che ha portato alla formazione del nuovo esecutivo. Ma scommettere su un comasco sottosegretario, stavolta, potrebbe essere vincente.

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