I comaschi sono più di 600mila. È straniero l’8% dei residenti
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I comaschi sono più di 600mila. È straniero l’8% dei residenti

I comaschi superano la soglia dei 600mila. Lo rileva il bilancio demografico presentata ieri dalla Camera di Commercio di Como e relativo ai dati al 31 dicembre 2016. Lo studio è stato realizzato dall’ufficio camerale Studi e statistica all’interno di un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro svolto presso l’ente di via Parini in collaborazione con il liceo scientifico “Paolo Carcano”.
Se crescono i residenti in provincia, sono 600.190 ovvero 536 in più dell’anno precedente, calano invece quelli nel capoluogo, pur di poche decine, 169 in meno per 84.326 abitanti complessivi.
Nonostante l’allarme sociale per l’immigrazione, nei dodici mesi del 2016 sono calati gli stranieri. I residenti stranieri erano quattordici mesi fa “solo” 48.164, ovvero l’8% dei residenti. Il calo è stato di 565 unità rispetto a fine 2015. Ma, attenzione a leggere questi numeri. Alla popolazione straniera residente si devono aggiungere i “nuovi italiani” ovvero ben 2.840 persone che nel corso del 2016 hanno acquisito la cittadinanza.
Attraverso i dati Istat, lo studio calcola anche il “saldo naturale”, ossia la differenza tra nascite e morti in provincia di Como. Saldo che rimane negativo: -820 unità, pur in lieve miglioramento rispetto al 2015. Bilancio invece positivo, ovvero +716 unità, se si stringe il campo ai soli stranieri.
La differenza tra nascite e morti sul Lario è equiparabile al dato della Lombardia (saldo negativo 12.713 unità) e di tutta Italia (-141.823). I decessi in provincia di Como sono diminuiti di 245 unità rispetto al 2015. Si sono celebrati 5.704 funerali e in quasi tremila casi il defunto era femmina.
Sempre nel 2016, circa 19mila comaschi si sono spostati in altre province e 20mila persone si sono trasferite a Como da altre zone d’Italia. L’età media dei comaschi è 44,7 anni, un dato perfettamente in linea con quello nazionale. Il numero medio di figli per ogni donna è 1,43 (era 1,52 nel 2009, punto massimo della crescita prima del costante declino). Si tratta comunque di un numero superiore rispetto al 2002, quando si era a quota 1,21 figli per ogni donna.
L’indice di vecchiaia, infine, rapporto tra gli ultra 65enni e gli under 14, risulta pari a 157,8%. Se si parla di rapporto tra ultra 65enni e popolazione attiva (da 15 ai 64 anni) è al 3,2%.
P.An.

1 marzo 2018

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