“Comaschi”, strenna nel segno della storia

Marco Guggiari

Una polifonia di ricordi che lascia il segno, in tempi “liquidi” in cui ogni parola sembra uguale all’altra, e disegna il ritratto di una comunità, attraverso 37 figure emblematiche.
È il nuovo libro di Marco Guggiari, storica firma del Corriere di Como di cui è oggi editorialista. “Comaschi – Persone e fatti del Novecento” è il secondo atto di una serie. Segue infatti di sette anni il primo volume, pubblicato nel 2012 sempre dall’Editoriale Lariana. Da queste 37 figure emerge un mosaico che racconta la storia del Novecento a Como. Un atteggiamento di ascolto e di empatia, quello che traspare da ogni pagina, che da sempre caratterizza l’impegno di giornalista del suo autore.
«La scelta dei ritratti è in parte dovuta alla mia curiosità, in parte a sollecitazioni di amici e conoscenti, in ogni caso soggettiva – scrive nella prefazione del volume Marco Guggiari – Come il precedente volume, anche questo consta di 37 medaglioni. A ben vedere, però, quel numero potrebbe essere replicato varie volte, con più zeri finali, per portare in vetrina tante altre vite degne di attenzione».
A conti fatti e a lettura conclusa, questa strenna editoriale comasca va ad arricchire una tradizione letteraria consolidata che ha avuto negli Elogia, i ritratti di uomini illustri, dello storico comasco Paolo Giovio un autentico caposaldo, e un epigono del tutto originale nelle Vite di uomini non illustri, libro fra cronaca e fantasia del 1994 del maggior narratore del Novecento comasco, Giuseppe Pontiggia.
Basti leggere i ritratti di personaggi come don Aldo Fortunato, baluardo comasco contro il mostro droga, e quello dello “stregone bianco” Giuseppe Ambrosoli, il medico presto beato fondatore dell’ospedale di Kalongo in Uganda, o quello di Virginio Bertinelli che fu, insieme a Mario Martinelli e a Lorenzo Spallino, uno dei tre ministri comaschi al governo negli anni ’60 del secolo scorso.
Quanto al fisico Piero Caldirola, Guggiari annota che «non nascondeva che da bambino il suo sogno era diventare famoso come l’illustre concittadino Alessandro Volta ed essere ricordato con l’intitolazione di una strada, o di una piazza, magari con la propria effigie su una statua. Non immaginava certo gli importanti riconoscimenti a cui era effettivamente destinato nel campo della Fisica, né che un giorno gli sarebbe stata dedicata la passeggiata della diga foranea di Como, poco distante dal Tempio Voltiano».
Esemplare ponte tra le discipline, Caldirola: appassionato d’arte, amico di Aldo Galli, firmerà sulla terza pagina del Corriere della Sera un commento relativo alla morte di Albert Einstein.
Spazio anche all’economia, nel libro di Guggiari, che dedica un capitolo alla saga di una delle famiglie che hanno fatto la storia dell’industria italiana, i Falck. Una dinastia «che assomiglia tanto a una monarchia, a partire dai nomi di coloro che ne formano l’albero genealogico, ricorrenti di generazione in generazione, proprio come accade nelle dinastie reali».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.