Comasco accusato di omicidio sentito come teste nel caso Yara

Yara Gambirasio Yara Gambirasio

La convivenza in cella tra Rodolfo Locatelli, 40enne di Guanzate accusato dell’omicidio in concorso di Ernesto Albanese, e Massimo Bossetti, l’indiziato numero uno per la morte di Yara Gambirasio, non poteva essere più turbolenta. Dopo la scoperta delle cimici di cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi e di cui era stata disseminata la cella, ieri si è verificato un nuovo colpo di scena. È emerso infatti che Locatelli sarebbe finito tra i testimoni dell’accusa contro Bossetti, dopo che nelle scorse ore avrebbe riferito al magistrato del caso (il pm Maria Letizia Ruggeri) di presunti anomali comportamenti tenuti in carcere dall’uomo che dallo scorso 16 giugno è in cella sospettato di essere il killer della 13enne scomparsa a Brembate Sopra nel novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola. Locatelli, che ora è stato spostato dal carcere di Bergamo a quello di Monza, lo scorso 4 febbraio sarebbe stato sentito dal pm orobico. A lui avrebbe riferito particolari di vita quotidiana in cella, incluse – sempre secondo il 40enne comasco – presunte attenzioni di Bossetti verso le ragazzine più giovani e abiti come i fuseaux. Ora, l’attendibilità di quanto riferito al magistrato è tutta da valutare e da dimostrare, ma rimane la notizia che Locatelli è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti in merito all’inchiesta dell’omicidio di Yara Gambirasio. La vicenda è stata riferita dagli organi di stampa bergamaschi.
E a proposito di Locatelli, personaggio noto della cronaca nera comasca per il già citato omicidio Albanese (il cui copro è stato ritrovato sotto terra nel giardino di una villetta di Guanzate), in queste ore la Procura di Como ha chiuso le indagini su una serie di reati quali rapina, sequestro di persona e porto d’armi che l’avevano visto come protagonista tra luglio e agosto del 2014 a Binago e a Cirimido. Con il 40enne (assistito dall’avvocato Pietro Mario Vimercati) sono indagate altre tre persone: Andrea Internicola, 46 anni, di Lurago Marinone, il fratello Filippo (42 anni, che deve rispondere solo del sequestro di persona) e Vincenzo Felici (originario di Enna, 39 anni). Sono ritenuti i responsabili della rapina del 21 luglio 2014 a un ortofrutta di Binago (bottino di 7.800 euro) e di sequestro di persona all’esterno di un bar di Cirimido il 27 agosto 2014.

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