Comasco di 48 anni ucciso in Kenya

Paolo Rusconi in una foto tratta da Facebook Paolo Rusconi in una foto tratta da Facebook

Due colpi di pistola al petto e una profonda ferita alla testa. Un uomo di 48 anni di Porlezza è stato ucciso così, nella sua abitazione in Kenya, nel cuore dell’Africa, dove si era trasferito circa due anni fa. Il movente dell’omicidio potrebbe essere un tentativo di rapina, ma la polizia del luogo non esclude altre ipotesi.
Paolo Rusconi è stato ucciso nella sua abitazione nella zona di Mlolongo, a circa 15 chilometri da Nairobi. Il corpo senza vita è stato scoperto nella notte tra domenica e lunedì. La polizia keniota ha subito avviato le indagini, ma al momento non ci sarebbero persone fermate né sospetti sulla possibile identità dei responsabili dell’efferato omicidio.
Dubbi anche sul movente. Secondo le prime informazioni, si sarebbe trattato di un tentativo di rapina finito nel sangue. Dalla casa del comasco però non sarebbe stato rubato nulla e questo lascerebbe dunque aperte anche altre possibilità sulle quali gli inquirenti africani stanno indagando.
Fino a due anni fa, Paolo Rusconi è vissuto a Porlezza, dove risiedono tuttora i suoi genitori e i fratelli. Lavorava in Svizzera come capomastro. In Kenya aveva continuato a svolgere il suo lavoro.
Sposato con una donna olandese, il 48enne aveva due figli. Dopo la separazione dalla moglie, i ragazzi si erano trasferiti in Olanda con la mamma e il padre andava periodicamente a trovarli. Dopo il trasferimento in Africa e la nuova vita, Paolo aveva mantenuto i legami con Porlezza, dove tornava periodicamente. L’ultima volta era stata a Natale.
I familiari di Rusconi sono stati informati della tragedia nella giornata di lunedì, ma al momento hanno avuto solo informazioni sommarie e parziali. Secondo quanto riferito dalla polizia keniota, il 48enne italiano è stato trovato morto nella sua abitazione nella notte tra domenica e lunedì.
Il killer, o più probabilmente i killer, potrebbero averlo atteso in casa. Paolo Rusconi è stato ucciso con due colpi di arma da fuoco al petto, sparati da distanza ravvicinata. L’uomo, secondo fonti della polizia keniota, aveva anche una profonda ferita alla testa. Il 48enne comasco potrebbe aver reagito a un tentativo di rapina, ma al momento non sono escluse altre ipotesi.
Ancora nessuna certezza sul rientro della salma del comasco. I familiari attendono informazioni dall’Africa. I tempi però potrebbero non essere brevi e dipenderanno comunque dall’andamento delle indagini delle autorità keniote. L’inchiesta è in corso e la polizia, che ha effettuato i rilievi, sta cercando di ricostruire cosa sia accaduto esattamente per individuare i responsabili.
Anna Campaniello

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