Comasco ucciso dalla moglie in Florida

Da tempo si era trasferito negli States, a Spring Hill. È stato freddato con due colpi di pistola alla testa mentre dormiva
La vittima è Alan Biraghi, 31 anni, cresciuto a Campione d’Italia
«Ho ucciso mio marito. Gli ho sparato». La voce è fredda, in sottofondo si sente solo un cane che abbaia. Siamo nella contea di Hernando, nella splendida Florida, a nord di Tampa. A parlare al 911, il numero del pronto intervento, è Karen Biraghi, 40 anni, moglie di Alan Biraghi, 31 anni. Quest’ultimo, comasco nato e cresciuto a Campione d’Italia ma da anni trasferito negli States, è la vittima di una vigilia di Natale di sangue che ha sconvolto lo Stato americano e la nostra provincia. La notizia si è diffusa in Italia solo ieri pomeriggio. Alan era figlio di Romolo Biraghi, personaggio molto conosciuto a cavallo tra Como e il comune dell’enclave italiana in Ticino, in quanto tra i fondatori di Radio Campione e per anni croupier della casa da gioco del paese. L’omicidio è avvenuto nella casa della coppia, nella città di Spring Hill, poco distante dalla contea di Hernando dove la donna si è poi rifugiata (dai genitori) prima di autodenunciarsi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, intorno alle 12 della vigilia di Natale la donna avrebbe caricato un revolver con sei colpi, per poi esploderne due in testa al marito che stava dormendo su un divano. Proiettili sparati a bruciapelo che non hanno lasciato scampo al comasco emigrato negli Usa. Alan – cresciuto a Campione d’italia – e Karen erano sposati da 11 anni, lui lavorava in una ditta di condizionatori, lei da un corriere. Secondo quanto raccontato dai giornali americani, tuttavia, i rapporti si erano deteriorati negli ultimi mesi, pur senza registrare alcun episodio di violenza. La moglie accusava il marito di avere una relazione con un’altra donna.
Una vicina della coppia ha anche riferito al Tampa Bay Times che Karen le parlava della possibilità concreta che il loro matrimonio stesse per finire. E ci sarebbe proprio il movente passionale alla base di quanto avvenuto nell’assolata vigilia di Natale della Florida. La moglie, che avrebbe acquistato di recente la pistola poi utilizzata per uccidere il marito, avrebbe atteso il momento giusto (Alan era addormentato sul divano di casa) per poi caricare l’arma e sparare due colpi alla nuca. Dopo il delitto, secondo quanto raccontato agli inquirenti, la donna sarebbe salita in macchina per raggiungere la contea di Hernando – distante una cinquantina di chilometri – e raccontare ai genitori ciò che era appena accaduto. Poi, alle 12.44, avrebbe impugnato la cornetta del telefono per autodenunciarsi. Una chiamata di un paio di minuti registrata e diffusa dai media americani, in cui a impressionare è soprattutto la voce della donna. «Cosa ha fatto a suo marito?» chiede l’interlocutore del 911. «Gli ho sparato», replica Karen, senza mostrare alcuna emozione. «Dove gli ha sparato?». «Alla testa». «Perché l’ha fatto?». «Perché soffrivo da anni abusi mentali e verbali. Sentivo di essere arrivata alla fine».
Una confessione ribadita di fronte allo sceriffo della contea che ha poi raggiunto Spring Hill, trovando il corpo senza vita di Alan e pure la pistola utilizzata per l’omicidio, lasciata sul posto dalla moglie. Karen, incensurata, ha compiuto 40 anni tre giorni dopo l’assassinio del marito. I genitori di Alan (il padre vive ancora a Campione) sono invece stati avvisati dalle autorità americane. Della vicenda è stata informata anche la Farnesina che è in contatto con la famiglia e con gli inquirenti.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La casa dei Biraghi, a Spring Hill in Florida, addobbata per il Natale. Qui Karen ha ucciso il marito Alan (nella foto) con due colpi di pistola

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