«Come al solito siamo noi a pagare per tutti»

Automobilisti rassegnati
Rassegnazione. È questo il sentimento che accomuna tutti gli automobilisti. Da Como alla Sicilia. E anche ieri pomeriggio, nell’ultima area di sosta presente sulla A9 prima della barriera di Grandate, gli intervistati commentavano amaramente i nuovi incrementi dei pedaggi. Aumenti collegati all’impennata di un punto percentuale (dal 20 al 21%) dell’Iva, deciso dal governo e inserito nell’ultima manovra economica.
«Come al solito siamo sempre noi a dover sostenere i costi aggiuntivi. A tappare i buchi – dice Andrea Boasso mentre addenta un panino – Alla fine quando si mette mano ai conti è sicuro che i primi a dover pagare sono gli automobilisti».
All’uscita di ogni casello compaiono dei cartelli di Autostrade che annunciano l’entrata in vigore dei rincari. Comunicazioni che, comunque, non servono certo a placare la rabbia delle persone.
«Ma come è possibile? Ormai abbiamo perso il conto delle volte in cui siamo arrivati al casello e abbiamo dovuto pagare somme differenti. Ovviamente sempre in crescendo – aggiunge Alessio Crusco – Purtroppo alla fine ci tocca sempre aprire il portafoglio». La società che gestisce il tratto Como-Milano ha deciso di ritoccare le tariffe. E così al casello di Grandate si è passati da 1,90 a 2 euro. A Fino Mornasco, sempre ieri pomeriggio, si pagavano 70 centesimi invece che i vecchi 50. Altro dunque che 1%. «Un’altra mazzata che si va ad abbattere sugli automobilisti. Inoltre per chi usa spesso l’auto si tratterà di un incremento sostanzioso. Anche per chi usa l’auto per lavoro – spiega Gabriele Levaggi – saranno aumenti non indifferenti». Sempre più persone, intanto, decidono di utilizzare l’uscita di Lomazzo dove non è previsto alcun pedaggio e le altre diramazioni dove non esiste casello. Chiacchierando anche con alcuni turisti stranieri in transito, spuntano sempre i soliti commenti negativi. Immediato scatta anche il paragone con quanto accade nella vicina Svizzera dove, pagando il costo della classica “vignetta”, è possibile utilizzare l’intera rete autostradale, certamente inferiore a quella italiana, senza però dover sborsare altri soldi. Somme aggiuntive dunque che, in base a un recente studio effettuato dalla Cgia di Mestre (l’Associazione artigiani e piccola impresa di Mestre) costringerà le famiglie comasche, considerando tutti gli incrementi, a sborsare 92 euro in più ogni anno.
«È una sensazione fastidiosa per tutti noi – conclude Luca Francia – Perché invece di sottrarre i soldi sempre e solo dalle nostre tasche non hanno pensato a qualche manovra differente? Ormai siamo rassegnati. Ogni volta che arriviamo a un casello temiamo un rincaro».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Andrea Boasso

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