Cronaca

Com’è fonda la notte nelle città delle strade bucate

Parole come pietre di Marco Guggiari

Buche e buio non sono quanto i comaschi si aspettano nella loro città. I rigori dell’inverno e il decadimento degli impianti hanno prodotto però questo doppio cattivo risultato. Pretendere che a ogni sobbalzo e a ogni passo mosso a tentoni di sera non corrispondano rabbiose critiche condite da colorite imprecazioni è stare fuori dal tempo. Lo scriviamo perchè al giornale e in tv il coro di reazioni inviperite, in ogni occasione propria e impropria, è degno dei più imponenti palcoscenici. />Che fare? È davvero impensabile pretendere pazienza e comprensione per le angustie del bilancio comunale. Un capoluogo di provincia del ricco nord Italia non può motivare questo duplice tipo di disagio con la carenza di quattrini. Queste cose si pensano prima.

Si appostano le risorse necessarie alle manutenzioni primarie dei luoghi pubblici (le strade, l’asfalto, i lampioni) per i quali i contribuenti versano le imposte dovute.
Se queste cose non si pensano prima, o se si sono fatti male i calcoli, ci si indebita. Sì, esattamente come farebbe un padre di famiglia per non fare mancare ai propri figli non già il biglietto del cinema, l’ingresso in discoteca, o il cellulare ultimo modello, ma i libri per studiare o le scarpe per andare a scuola.
Ci sono disagi, rischi e danni che i cittadini non devono subire, costi quel che costi all’ente che li governa. I comaschi possono e devono accettare altre situazioni e fare la loro parte per il famoso bene comune. Non sono tenuti a sfasciare ruote e semiassi, o a slogarsi le caviglie. Questo non è compreso nel prezzo. Ignorare ancora uno stato d’animo di diffusa insofferenza sarebbe un grave errore.

13 marzo 2010

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