Commercianti contro la Ztl: «Meno clienti, affari in calo»

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La rivolta in centro città
Dopo la serrata di martedì non si placa la protesta degli esercenti. Oggi pomeriggio, nuova riunione del Comitato “Como di Tutti”

(f.bar.) La pioggia ha contribuito a rendere ancora più lugubre il centro della rivolta. Le piazze Roma e Duomo, ieri mattina, apparivano ancora più desolate del solito. Il giorno dopo la grande serrata dei negozi, è sempre più forte la voglia degli esercenti di battersi contro il provvedimento di allargamento della Ztl.
E già questo pomeriggio è prevista una nuova riunione del Comitato “Como di Tutti”. Diversi i punti all’ordine

del giorno. Innanzitutto si procederà, fino a contrordine, con lo spegnimento delle vetrine. Si discuterà poi del ricorso al Tar che i commercianti sembrano intenzionati a voler pagare direttamente, autotassandosi.
La lotta, dunque, prosegue. L’urgenza di arrivare a un risultato concreto si avverte sempre di più. Questo perché ormai cresce a dismisura il numero dei commercianti che lamentano cali consistenti nel giro d’affari.
A partire dalla centralissima piazza Duomo. «Da questa mattina alle 7 fino a ora (alle 13 di ieri, ndr) abbiamo fatto dieci caffè – dice sconsolato Simone Rossini del bar “Novelle Gallerie” – Siamo aperti da sempre ma una situazione del genere non si era mai vista. Ci vogliono far chiudere. Inammissibile. Senza dare alternative. Parlano di turismo, ma così è francamente difficile andare avanti».
E l’elenco delle lamentele si allunga sempre di più. «Sto perdendo in media 300 euro lordi ogni mattina, da quando hanno avuto la splendida idea di far partire questo progetto. Ora che la Ztl è operativa a tutti gli effetti, la situazione non potrà che peggiorare – dice Alessandro Ostinelli, edicolante di piazza Duomo – Andando avanti così sarò costretto a chiudere». E aggiunge: «Non capisco perché, con una città murata sempre più deserta e con i negozi che si svuotano, si è deciso di alzare barriere ancora più alte intorno al centro storico».
«Ormai non si tratta più della protesta di una categoria – afferma un altro commerciante, Edoardo Pizzala – È necessario che tutti si uniscano per opporsi a un modo di fare politica senza senso».
E a due passi dal Duomo, in piazza Roma, sembra di essere addirittura su un altro pianeta. Poche le auto parcheggiate, nessuno in giro. «Noi andiamo avanti. Non ci fermiamo. Anzi stiamo già progettando altre iniziative. Non voglio dover chiudere per colpa loro», sottolinea Corrado Sancesario, agguerrito parrucchiere di piazza Roma, tra i primissimi fautori della “rivolta”, che si fa fotografare con tanto di guantoni da pugile.
Analoga la posizione di altri tre esercenti di piazza Roma. «Dopo l’adesione massiccia di martedì, è il momento di insistere», dice Fabio Alafaci.
«Noi andremo avanti anche se ho il timore che tutto ciò alla fine possa non servire», afferma Sinesio Gavazzi. «Purtroppo i clienti mi chiedono che cosa stia succedendo ma è difficile da spiegare. Il rischio è che non vengano più», conclude Silvia Giussani.

Nella foto:
Posti vuoti nel parcheggio di piazza Grimoldi, da lunedì inserito nella Zona a traffico limitato

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