Commercianti pro-luminarie all’attacco. «Ecco i nomi di chi non paga 80 euro»

Via Lambertenghi: affissi in vetrina i nomi di chi non ha aderito
«Ecco chi paga le luminarie e chi no. Così, i cittadini capiscono perché troveranno la via senza luminarie natalizie». Una singolare iniziativa, di protesta e di denuncia. I titolari dei negozi “Mitchumm Taylormade” e centro estetico “Eden”, dirimpettai nella centralissima via Lambertenghi, hanno affisso ieri un cartello alle rispettive vetrine. Un piccolo elenco, con due titoli: chi paga e chi si è rifiutato di farlo. Con un ironico «grazie colleghi», in fondo alla lista di chi non ha

versato il contributo (80 euro più Iva) per le luminarie natalizie.
«FACCIAMO I NOMI»
È quello che hanno pensato i due commercianti di via Lambertenghi. L’obiettivo, dicono, è informare i cittadini su chi ha pagato e chi, invece, si è rifiutato di farlo per i più disparati motivi. «Alcuni dei quali – dicono i negozianti – sembrano proprio delle scuse accampate». La conta, fino a ieri pomeriggio, vedeva più dissidenti che aderenti. Sette “sì” e nove “no”. In base al criterio utilizzato dal Comune – la via s’illumina se aderisce almeno il 50% dei commercianti – via Lambertenghi sarebbe rimasta al buio. In serata, però, la bilancia è tornata in equilibrio. La macelleria “Riccardi” ha scelto di aderire in zona Cesarini, portando il conto sull’otto pari. Tecnicamente, quindi, l’adesione di Riccardi sarebbe sufficiente per illuminare nel periodo natalizio anche via Lambertenghi. Resta, al di là dei numeri, una domanda: possibile che addobbare una città turistica per Natale debba diventare, ogni anno, un simile calvario?
«Lo stesso teatrino si ripete da trent’anni – commenta Daniele Tino, della boutique d’abbigliamento “Mitchumm Taylormade” – i miei colleghi accampano le scuse più disparate pur di non aderire. Uno dice “no” perché l’anno scorso il Comune ha montato i festoni con 5 giorni di ritardo. Un altro si lamenta perché il prezzo è Iva esclusa e non compresa. Insieme con il titolare del Centro Eden ho quindi deciso di esporre i nomi di chi aderisce e di chi si è rifiutato, così la gente capisce quali sono i commercianti che si impegnano per abbellire la città. Si tratta in fondo di 80 euro, una spesa sostenibile». «A volte le mancate adesioni sono frutto di una protesta – aggiunge Egidio Galigani, del Centro Eden – in effetti l’iniziativa delle luminarie poteva essere organizzata meglio. L’anno scorso alcuni angoli di Como erano deprimenti. Il Comune dovrebbe mettere le luminarie con un pizzico d’autorità e distribuire il costo su tutti i commercianti del centro».
CONFCOMMERCIO
Il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi, è intervenuto nuovamente sulla questione. «Smettiamola di dire che la città è al buio, perché non è vero. Certo, ci sono vie che non hanno aderito, complice la crisi economica, ma credo che il risultato sia soddisfacente. Inoltre, molte strade che non hanno prestato la propria adesione hanno pochi negozi».

Andrea Bambace

Nella foto:
Avviso e dietrofront
Una delle vetrine di via Lambertenghi su cui è stata affissa la lista dei commercianti della zona che non hanno contribuito al progetto delle luminarie. L’iniziativa, però, ha già prodotto un risultato: i titolari della macelleria “Riccardi”, inizialmente contrari alla spesa, hanno cambiato idea e ora sarebbero disposti a investire gli 80 euro richiesti (Mv)

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