Como Acqua, bloccati 3 milioni di investimenti. Paesi del Lago a rischio infrazione europea

Lago di Como, panorama

La guerra di Como Acqua lascia sul terreno le sue prime macerie. L’Ufficio d’ambito di Como, azienda speciale di Villa Saporiti che dal 2012 ha sostituito il vecchio consorzio di Ambito Territoriale (Ato) nel controllo del ciclo integrato delle acque, ha deciso di congelare 3 milioni di euro destinati a risolvere problemi urgenti per la depurazione del Lago di Como.
Dopo il voto di mercoledì scorso a Villa Gallia, con il mancato raggiungimento del quorum dei due terzi dei soci di Como Acqua a favore della fusione delle multiutility territoriali, la scelta dell’Ufficio d’Ambito era praticamente scontata.
In attesa di conoscere il destino di una società che potrebbe pure essere messa in liquidazione, e nel mezzo di una confusione politica praticamente totale, i dirigenti dell’azienda speciale della Provincia non hanno potuto fare altro che congelare i fondi che avrebbero dovuto finanziare, nella quasi totalità, i progetti di manutenzione degli impianti di depurazione della sponda occidentale del Lario.
Questi progetti sono ora a rischio. Così come sono a rischio i Comuni “inquinanti”, i quali sono stati già richiamati da tempo dall’Unione Europea. La procedura di infrazione è ormai avviata e nei prossimi mesi, stante anche il blocco delle opere, da Bruxelles potrebbero arrivare le prime, salatissime, multe. Gli interventi in forse sono gli stessi previsti e cofinanziati al punto 2 del Patto per la Lombardia firmato il 25 novembre dello scorso anno dal governatore Roberto Maroni e dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi.
Ma la bocciatura del processo di fusione in Como Acqua non ha messo in discussione soltanto i lavori relativi alla depurazione. Ha pure, inevitabilmente, avviato il countdown verso la gara europea di assegnazione della gestione del ciclo delle acque in provincia di Como.
Il periodo transitorio concesso al territorio lariano scade il 30 settembre del prossimo anno.
Poiché i tempi di un appalto internazionale sono lunghi – 6 mesi soltanto per la pubblicazione del bando, più le varie procedure – l’Ufficio d’Ambito invierà alla Provincia e ai sindaci soci di Como Acqua una comunicazione in cui farà presente che la gara dovrà essere avviata entro la fine di gennaio 2018. Ovvero, nel giro di due mesi.
La lettera è già pronta. L’Ufficio d’Ambito spiegherà a tutti gli attori in campo le conseguenze di un eventuale ritardo nell’assegnazione della gestione del ciclo delle acque. In questo caso, l’avvio della procedura di infrazione e le relative sanzioni – si parla di multe salatissime – arriveranno dall’Autorità nazionale per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, la stessa che ha concesso una prima proroga rivelatasi peraltro inutile.

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