Como Acqua, riparte il conto alla rovescia per la fusione
Cronaca

Como Acqua, riparte il conto alla rovescia per la fusione

 

Como Acqua, riparte la corsa verso la fusione Como Acqua, riparte la corsa verso la fusione

Como Acqua, riparte il conto alla rovescia per la fusione. Entro le prossime 48 ore arriveranno i risultati delle perizie sul valore delle società che dovranno unirsi (si tratta delle 12 multiutility territoriali che attualmente garantiscono il servizio), sugli investimenti da fare e sul futuro dei dipendenti.  Una serie di informazioni la cui mancanza – al netto dei fortissimi contrasti politici scoppiati a fine 2017, tra cui l’opposizione al progetto di comuni quali Cantù, Erba e Como – fece saltare l’operazione che puntava a far nascere un soggetto unico in grado di gestire il servizio idrico integrato in tutta la provincia di Como.
Le perizie affidate dalla società a due super consulenti «le avrò sul mio tavolo a breve – spiega il presidente della Provincia di Como Maria Rita Livio – Sono elementi decisivi per riuscire a capire come e da dove ripartire con il piano di fusione. Bisogna comunque fare in fretta per non rischiare ulteriori problemi lungo il cammino».
Una celerità che comunque sconta già un primo ritardo visto che i risultati delle perizie erano attesi per fine febbraio.
Sull’intera vicenda incombe poi un altro termine ben più stringente: il mese di settembre del 2018, limite ultimo previsto per ultimare l’operazione e non rischiare sanzioni in ambito comunitario.
«Subito dopo l’arrivo delle perizie riunirò la commissione del Controllo analogo di Como Acqua per relazionare sui contenuti. Dopodiché, al massimo entro il mese di aprile, la società dovrà convocare l’assemblea dei sindaci per spiegare quanto emerso e ripartire con il progetto. I soci sono i sindaci e spetterà a loro decidere, tenendo in considerazione quanto indicato dal cda di Como Acqua come comportarsi nell’immediato futuro. Sono pronti a riunirsi».
I tempi stringono e visti i diversi passaggi ancora da effettuare, peraltro fonte di possibili e non tanto improbabili nuovi contrasti «non si deve perdere tempo. È indispensabile tornare a una nuova votazione prima dell’estate», aggiunge la presidente Maria Rita Livio che non nasconde la necessità di aumentare il ritmo.
Il nodo però rimane sempre lo stesso: se il contenuto delle perizie dovesse presentare elementi di discussione, si aprirà una nuova partita tra i soggetti coinvolti. Discussione che difficilmente porterà a una votazione entro settembre.
Le tensioni esplose in passato e che hanno poi bloccato la fusione sono infatti pronte a riemergere. Decisivo dunque l’intervento, oltre che dei tecnici e dei periti, anche della politica per cercare di condurre in acque sicure l’intera operazione.
«Mi auguro che, avuti i risultati, vengano subito convocate le segreterie politiche per discutere del futuro dell’operazione e per non ripetere quanto accaduto in passato. E necessaria un’intesa», spiega il vicepresidente del Controllo analogo di Como Acqua srl Fabio Bulgheroni.

4 aprile 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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