Como Acqua, scontro Regione-Provincia. Terzi: «Potremmo sostituirci a Villa Saporiti»

A Prestino segnalato il raddoppio dei costi rispetto a pochi mesi fa

Nella lettera istituzionale, la «condivisione delle preoccupazioni» per l’acqua pubblica. Nel comunicato stampa, il durissimo giudizio sugli atteggiamenti «inqualificabili» tenuti sulla vicenda.
Da un lato Henry Jekyll e dall’altro Edward Hyde. Senza però la mediazione linguistica di Stevenson. Che sicuramente avrebbe scelto registri letterari più intriganti.
Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente della Lombardia, ha scritto ieri mattina una lettera alla presidente di Villa Saporiti, Maria Rita Livio, per chiarire i punti più controversi e irrisolti della questione Como Acqua. Una lettera chiara e in alcuni passaggi anche puntigliosa, nella quale l’assessore, richiamandosi al Testo unico delle leggi ambientali, ha fatto capire di essere pronta a esercitare un «potere di sostituzione», avocando alla Regione la soluzione dei problemi.
Poche ore dopo, la stessa Terzi ha pensato che fosse utile dettare alcune dichiarazioni di tono assai diverso all’agenzia di stampa della Regione.
Ne è scaturito un comunicato poco amichevole verso la presidente della Provincia di Como, sollecitata a «smetterla con polemiche inutili e strumentali» e invitata a «pensare esclusivamente a fare il bene dei cittadini comaschi». Quale sia la “vera” Terzi – se quella del comunicato o quella della lettera istituzionale – non è facile capire.
Certo è che il messaggio, alla fine, è arrivato forte e chiaro. «Non posso tollerare – ha detto Terzi a Lombardia Notizie – che la presidente della Provincia di Como, consideri la disponibilità della Regione come un’ingerenza». L’assessore dimostra di non aver gradito la richiesta della Livio di un «passo indietro» della Regione. «Se questo è il comportamento politico che la presidente ha tenuto con tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, non mi meraviglio che dopo un paio di rinvii dell’assemblea, lo scorso 15 novembre il progetto sia stato bocciato».
In realtà, non di bocciatura si è trattato ma di un’approvazione con una maggioranza (62%) di poco inferiore alla soglia prevista (66,7%).
Ma ovviamente, la questione è interamente politica. E l’avvicinarsi del voto non aiuta a trovare toni concilianti.
Così, l’assessore regionale giudica «inqualificabile l’atteggiamento denigratorio e altamente offensivo tenuto» dalla presidente Livio verso la Regione e i suoi dirigenti e arriva a minacciare il ricorso «all’esercizio del potere sostitutivo», ricordando che in ogni caso «la decisione finale non spetta alla Provincia ma al territorio e quindi a ogni singolo Comune».
Come si possa, su queste basi, e «nonostante tutto, organizzare un incontro» è una delle tante domande che chi non frequenta la politica potrebbe porsi leggendo lettera e comunicato.
Sta di fatto che la replica della presidente Livio, almeno per il momento, è molto fredda. «I miei toni sono sempre stati rispettosi, così come si deve tra istituzioni. La mia disponibilità a un incontro resta. Nello stesso tempo ribadisco quanto ho già detto, e cioè che l’esito negativo di tutta questa vicenda è stato determinato in particolare dall’intervento del sottosegretario Fermi».
La presidente di Villa Saporiti ribalta anche l’accusa di non aver voluto collaborare con Palazzo Lombardia. «Noi siamo sempre stati seguiti, durante tutto il percorso, dalla dirigente dell’assessorato Viviane Iacone e non abbiamo mai fatto nulla di diverso da quanto suggeriva la Regione. Il confronto – conclude la Livio – rimane indispensabile per chiarire reciprocamente le questioni dubbie e uscire da questa impasse senza atteggiamento di rivalsa».
Chiamato in causa in modo diretto, in serata è intervenuto anche Alessandro Fermi che ha «ringraziato l’assessore Terzi per aver chiarito la posizione e il ruolo della Regione e soprattutto per aver risposto nel merito alle illazioni sollevate dalla presidente della Provincia di Como».
Dario Campione

Articoli correlati