Como, applausi dallo sport

Calcio – La svolta societaria, con il controllo del club al gruppo di imprenditori lariani, piace ai più importanti dirigenti del territorio
Dalla città è arrivata una reazione entusiastica, non lo si può negare, dopo l’acquisizione del controllo del Calcio Como da parte del gruppo di imprenditori lariani capitanato da Guido Gieri e che ha come portavoce Daniele Brunati.
E anche da parte dei più importanti dirigenti dello sport di casa nostra arrivano parole di soddisfazione, con particolare attenzione al fatto che il modello proposto sia quello della unione fra imprenditori che hanno deciso di coalizzarsi per dare un futuro alla società lariana.
«Va dato atto al presidente Amilcare Rivetti di aver raggiunto un obiettivo importante» sostiene Pierluigi Marzorati, storico capitano della Pallacanestro Cantù e ora presidente del Coni regionale. «È positivo che la città si sia mossa per la sua squadra, anche perché chi viene da fuori quali motivazioni, se non temporanee, potrebbe avere nei riguardi del Como? Invece qui ci sono persone che hanno deciso di credere in questo progetto, che è un punto di partenza importante anche per le speranze dei tifosi che da sempre seguono da vicino le vicende della loro squadra».
Marzorati indica quelli che dovrebbero essere gli obiettivi prioritari della nuova gestione del club lariano: «Ovviamente prima di tutto ci dovrà essere attenzione per il bilancio – spiega – e poi, secondo me, bisognerà rilanciare pienamente il settore giovanile e farlo tornare come ai tempi del grande Mino Favini. Bisogna cercare subito il suo erede».
In conclusione il presidente del Coni regionale vuole sottolineare: «È bello il fatto che in in momento di forte difficoltà generale ci sia chi ha voluto credere nel rilancio del Como, un segnale rilevante per tutta la città».
Antonio Pennestrì, presidente della Comense (e sindaco per tre decenni proprio del Calcio Como), vanta la sua primogenitura del progetto di unione fra imprenditori. «L’ho pensato a metà degli anni ’80 per la Comense, quando creai il famoso “Pool” – afferma – Un modello vincente che sono contento che si ripeta per la squadra di calcio».
Pennestrì vuole altresì fare una sottolineatura: «Detto questo, non vanno dimenticate le persone che in anni difficili hanno comunque garantito la continuità della squadra. Bene, dunque, per questa svolta, ma con la gratitudine per chi comunque ha tenuto a galla il club in un periodo non facile».
«L’unione fa la forza – esordisce Anna Cremascoli, presidente della Pallacanestro Cantù – ben venga questa svolta verso un club che è un punto di riferimento e una realtà d’eccellenza per tutto il territorio».
«Penso che la valorizzazione delle società più importanti – aggiunge Cremascoli – sia anche di grande rilievo per i giovani, che in questo modo possono essere ulteriormente incoraggiati a fare sport e a tutelare in questo modo anche la loro salute. Ogni passo in questo senso è dunque da salutare con soddisfazione».
E a precisa domanda su eventuali forme di collaborazione tra Calcio Como e Pallacanestro Cantù Anna Cremascoli risponde: «Perché no? Potremmo sicuramente trovare qualche formula per portare avanti progetti comuni».
Decisamente entusiasta per quanto avvenuto nel club lariano, Antonio Aquilini, presidente del Como 2000, squadra di calcio femminile che milita in serie A. «Ho fiducia nel nuovo gruppo dirigenziale anche perché conosco bene persone che ne fanno parte, come Daniele Brunati e Flavio Foti. Mi auguro che si crei qualcosa di positivo e soprattutto che si crei una partnership tra le formazioni maschile e femminile della città. Barcellona e Chelsea nel loro vivaio hanno anche squadre di ragazze. Sarebbe bello se succedesse anche a Como».
Nella vicenda del club calcistico, Alessandro Dalle Donne, numero uno della Como Nuoto, vede due facce della medaglia. Prima quella positiva: «Dopo che a lungo si è parlato di vicende societarie, sono contento perché ora l’attenzione tornerà soprattutto sullo sport – dice – Ed è bello che la squadra della città sia controllata da comaschi, persone che vivono in questa realtà e che hanno una partecipazione emotiva altissima. persone che sono qui tutti i giorni e che quindi hanno interesse a lasciare qualche cosa di positivo».
C’è anche un “però”. «Ma allo stesso tempo – conclude Dalle Donne – noi dei cosiddetti sport minori temiamo che, con un club calcistico rilanciato, ci siano meno spazio, risorse e attenzione per noi. E tra l’altro, in un momento in cui la città si è riappropriata della squadra di calcio, noi rischiamo che il controllo della piscina di Muggiò da giugno finisca in mano a realtà esterne a Como, con un forte danno per la nostra società».
Da sottolineare, infine, una precisazione dell’imprenditore Sandro Tessuto, che conferma di «far parte della società S3c», quella che controlla il club, «ma di non essere coinvolto nel Calcio Como».

Massimo Moscardi

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