Como, botte a un avvocato: condannato a quattro anni in Appello

Giustizia, tribunale

Quattro anni di pena, molti di più di quanti ne aveva rimediati in primo grado (sotto i due). Il tutto perché i giudici milanesi, a parziale riforma della decisione assunta a Como, hanno aggiunto anche la contestazione della rapina aggravata e non solo quella di lesioni riconosciuta in un primo momento. Si è tenuto ieri mattina l’Appello per la vicenda che aveva riguardato l’aggressione a un avvocato del Foro di Como avvenuta nella serata del 26 febbraio 2016 in via Oriani. In aula ieri a Milano l’unico dei cinque giovani che presero parte allo scontro che aveva scelto il rito Abbreviato. Per tutti gli altri il processo continua in un pubblico dibattimento con la prossima udienza fissata per il 15 novembre.
Nei guai, come detto, finirono un gruppo di ragazzi che si trovava quella sera in centro e che finì con il litigarono con il legale.
Si tratta di giovani tra i 20 e i 22 anni residenti a Maslianico, Laglio e Como. Secondo l’accusa – pubblico ministero Antonio Nalesso – avrebbero colpito l’avvocato in gruppo con calci e pugni «fino a farlo rovinare a terra», continuando nell’aggressione con «l’utilizzo di bottiglie di vetro».
I cinque si sarebbero poi appropriati anche di 300 euro in contanti e di marche da bollo per un controvalore di 240 euro, da qui la contestazione di rapina negata nettamente dagli imputati. Ignote le cause del diverbio, nato pare per futili motivi – probabilmente per una incomprensione – mentre l’avvocato transitava lungo la via a piedi. Il referto parlò di distorsione cervicale, trauma facciale, ematomi e lesioni a ginocchia e spalle, il tutto per 35 giorni di prognosi. I giovani hanno sempre negato la ricostruzione sostenendo di essere loro le vittime dell’aggressione.

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