Cultura e spettacoli

Como celebra Costantino

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Esposizioni – Al Museo Archeologico “Paolo Giovio” una rassegna allestita con reperti provenienti esclusivamente dal territorio lariano

È allestita con reperti provenienti esclusivamente dal territorio lariano la mostra in corso al Museo Archeologico “Giovio” di Como dal titolo Dopo Costantino: reperti dal territorio lariano tra Tardoantico e Altomedioevo.
L’esposizione è stata approntata in occasione dell’anniversario dell’Editto di Milano sulla libertà religiosa. Sono trascorsi, infatti, 1.700 anni dalla data del 313, anno in cui

l’imperatore romano d’Occidente Costantino – una delle figure più importanti dell’Impero romano che riformò largamente e dove favorì la diffusione del cristianesimo – sottoscrisse il celebre documento di tolleranza religiosa.
E a coronamento dei festeggiamenti, i Musei Civici hanno voluto ripercorrere la vita tormentata del V e del VI secolo d.C., periodo di passaggio e di trasformazione.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente e l’inizio delle invasioni barbariche, Como vive in modo particolare gli eventi del periodo, in quanto già da allora città di frontiera.
A documentare la vita di quegli anni problematici nella mostra aperta nel museo di piazza Medaglie d’Oro a Como ci sono oltre 60 pezzi, suddivisi nelle quattro sezioni della rassegna: il potere, la fede, le necropoli e gli insediamenti.
Le armi attestano la vita dei detentori del potere, le epigrafi, per lo più iscrizioni tombali, sono il segno della religiosità, così come gli oggetti rinvenuti nelle necropoli e quelli di uso quotidiano sono lo specchio di un modo di vivere.
Non sono numerose le necropoli di questo periodo, dato che la densità di popolazione risulta inferiore rispetto ai secoli precedenti, ed anche gli insediamenti sono piuttosto rari, in virtù del fatto che sono anche difficili da individuare.
Nei primi secoli del Medioevo, infatti, ci si scorda dei preziosi pavimenti a mosaico che avevano caratterizzato la Romanità, e ci si trova a fare i conti con pavimentazioni in battuto, difficili da individuare per un archeologo. Tre sono i principali siti comaschi da cui provengono i reperti in mostra: due urbani (via Benzi e l’area dell’ex scuola media Parini) e uno extraurbano (Laino). Lo scavo di quest’ultimo si è recentemente concluso la scorsa estate e ha fornito numerosi materiali, in parte esposti, utili a comprendere la vita quotidiana in un “castrum” fortificato, come quello vallintelvese. Oggetti del mondo femminile, tra cui due splendidi orecchini in oro, pettini, fusaiole, recipienti da cucina, ci riconducono alle abitudini individuali, mentre armi e monete ci forniscono uno spaccato della vita sociale dell’epoca. Prezioso è un tremisse, moneta d’oro coniata sotto l’imperatore Giustiniano, che permette di studiare il ruolo commerciale di Como in un periodo travagliato e complesso.
La mostra, culmine di una serie di incontri organizzati dalla Società Archeologica Comense, dai Musei Civici e dal Centro Studi Nicolò Rusca, ha fornito anche a numerosi reperti l’opportunità di uscire dai depositi museali e di essere visitabili fino al prossimo 8 dicembre.
L’ingresso alla rassegna è compreso nel prezzo del biglietto al museo (al costo di 3 euro). Orari d’apertura: martedì-sabato: 9.30-12.30 e 14-17, mercoledì 9.30-17, domenica 10-13.

Cristina Fontana

Nella foto:
A sinistra, ritratto dell’imperatore Costantino nella basilica di Hagia Sophia a Istanbul. A destra, lo scavo intelvese di Laino, che si è recentemente concluso e ha fornito numerosi materiali, in parte esposti, utili a comprendere la vita quotidiana in un “castrum” fortificato. Sotto, scavi nell’area di via Benzi a Como
1 Nov 2013

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