Como, Chelsea e Rangers: il “blu reale” di buon auspicio

Como 1907 promosso

Un colore che ha portato bene a tutti tranne che allo Shalke 04, che dopo trent’anni è retrocesso nella serie B tedesca.
Al di là di qualche interpretazione nel corso degli anni – tipo l’azzurrino di metà anni ’80, rimasto comunque nel cuore di tanti tifosi – il tono della maglia del Como è il blu nella sua variante “reale”, che in questa stagione è stato generalmente propizio per le le società che lo utilizzano abitualmente.
Una tinta apprezzata sopratutto dai club britannici e non a caso. La storia narra infatti che questa variante del blu fu creata per realizzare un vestito destinato alla Regina Carlotta, moglie di Giorgio III d’Inghilterra, sovrano fra il 1760 e il 1820.

La stagione del Como è ovviamente nota, con la promozione finale in serie B. L’unica variante della maglia rispetto alla tradizione prevedeva l’onda del lago sul petto. Prima casacca tradizionale, seconda bianca, mentre la terza, nera con decorazione gialla, ha lasciato perplessi i più. Una combinazione poco gettonata nel calcio, le formazioni più note con questo abbinamento sono infatti gli uruguagi del Penarol e i tedeschi del Borussia Dortmund.

Ma torniamo al “blu reale” e alle società britanniche che lo utilizzano. Il Chelsea ha raggiunto la finalissima di Champions; un derby tutto inglese contro il Manchester City, in calendario il prossimo 29 maggio allo stadio Do Dragao di Porto, in Portogallo. La società londinese ha adottato il “royal” a partire dal 1912; in precedenza la sua divisa era più chiara. Proprio di questa società è stato una bandiera l’ex centrocampista Dennis Wise, l’attuale amministratore unico del Como (332 match tra 1990 e 2001).

Sempre in Premier League, altra società con la stessa gradazione è il Leicester, compagine che attualmente occupa un ottimo terzo posto, proprio davanti al Chelsea. Team che ha tanti simpatizzanti anche in Italia dopo la vittoria del titolo nel 2016, con mister Claudio Ranieri in panchina.

E c’è un altro tecnico italiano, Carlo Ancelotti, alla guida dell’Everton, che viene considerata la seconda squadra di Liverpool, dopo i “Reds”, ma che ha una solidissima tradizione: la fondazione risale al 1878 e nel suo palmares vanta, tra gli altri, una Coppa della Coppe e nove titoli inglesi. Adottò il “blue royal” nel 1902 e quelle poche volte nella storia in cui i dirigenti hanno provato qualche variazione sul tema, sono sempre stati pesantemente contestati.

Dall’Inghilterra alla Scozia. E mai, come in questo caso, lo stesso colore del Como è stato propizio: i Rangers di Glasgow allenati da Steven Gerrard hanno vinto il titolo 2021, spezzando l’egemonia del Celtic, che andava avanti da nove stagioni. Per il Rangers si tratta del 55° scudetto, un record assoluto e che ha un significato particolare. Nel 2012 il club è infatti fallito ed è ripartito dalle divisioni minori.

Nel resto d’Europa la nota dolente arriva dallo Shalke 04, retrocesso nella Zweite Liga tedesca (la nostra serie B). La formazione di Gelsenkirchen negli ultimi decenni è stata protagonista nel suo Paese – tre anni fa era arrivata seconda nella Bundesliga – e in Europa. La sua fondazione risale al 1904 e all’epoca i colori sociali erano il giallo ed il rosso. Poi il cambio nel 1924: da quell’anno il soprannome dei giocatori è infatti “Die Königsblauen”, che significa proprio “I blu reali”.

C’è anche un aneddoto curioso che riguarda Gelsenkirchen e il Como. All’inizio degli anni ’80 l’allora addetto stampa della squadra lariana, il compianto collega Franco Usuelli, fu mandato nella città tedesca per conto della presidenza a seguire l’attaccante tedesco del Duisburg Roland Wohlfarth, che era nel mirino del club di via Sinigaglia. Usuelli tornò sul Lario segnalando che proprio nello Shalke 04 c’era invece un giovane interessante, Olaf Thon, che effettivamente negli anni successivi sarebbe stato protagonista ad alti livelli. Le pretese, sia del calciatore che della squadra non erano nemmeno eccessive. Ma all’epoca alla direzione sportiva non piacque quella che era stata considerata una invasione di campo (l’addetto stampa mandato come osservatore, quasi una lesa maestà) e il Como – praticamente per una questione di principio e di orgoglio da parte di chi si era sentito scavalcato – perse l’occasione di ingaggiare per pochi soldi quello che poi sarebbe effettivamente diventato un giocatore molto forte.

Ma torniamo alle casacche “blu reale”. A livello di Nazionali, viene utilizzato dalla Tanzania; la rappresentativa del Paese africano in questo momento è al 135° posto nel ranking mondiale della Fifa.


Tra i club spicca una tra le formazioni più blasonate del Messico, il Cruz Azul, che fa capo ad una grande cementeria del Paese centroamericano. La squadra gioca nel mitico stadio Azteca di Città del Messico è attualmente sta disputando i playoff per il titolo del torneo di Clausura.

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