Como chiama Kemeny: «Ti aspettiamo»

Pallanuoto – L’ex biancoazzurro si è dimesso da coach dei magiari
Alla guida dell’Ungheria, dopo i trascorsi lariani, ha vinto tutto
«Siamo orgogliosi di aver lavorato con Denes per 10 anni e di aver fatto parte del suo incredibile percorso sportivo. Non c’è personaggio che nel nostro ambiente abbia fatto bene come lui». Marco Flutti, ex giocatore e attuale direttore sportivo della Como Nuoto, commenta così la notizia che dall’Ungheria è rimbalzata in questi giorni in città: Denes Kemeny, a Como dal 1987 al 1996 come giocatore prima e allenatore poi, si è dimesso dal ruolo di tecnico della nazionale magiara dopo sedici
anni di successi e un palmares che ha dell’incredibile: tre ori olimpici consecutivi – il suo capolavoro – e i titoli, a ripetizione, di campione mondiale ed europeo.
Consacrato lo scorso anno membro dell’International Swimming Hall of Fame, la vetrina dedicata ai miti degli sport acquatici di tutti i tempi, Denes a Como ha lasciato il segno, disegnando i dieci anni più entusiasmanti e vincenti della pallanuoto lariana. È infatti nel 1987 che il biondo ungherese, all’età di 33 anni, diviene il nuovo centroboa della Como Nuoto risultando subito determinante, per la squadra diretta da Sandro Cattino, nella conquista della prima storica promozione lariana in A1.
Sono gli anni in cui Denes si sdoppia con passione e personalità non comuni nel doppio ruolo di atleta e allenatore del vivaio lariano – per lui prima vera esperienza da tecnico – riuscendo anche a conciliare la vita sportiva con la sua professione di medico veterinario.
Nel 1991 toglie la calottina per sedersi sulla panchina della prima squadra. E l’anno successivo è subito vittoria del campionato nazionale di A2 e promozione diretta nella massima serie. Datato 1995 è invece il trionfo comasco in Europa con la conquista della Coppa Comen, l’equivalente della Coppa Uefa del calcio.
«Kemeny è stato un ottimo giocatore che da allenatore si è distinto per l’eccezionale capacità di leggere l’incontro – ricorda Massimiliano Cannata, giocatore e capitano del sette biancozzurro di allora – Era capace di cambiare l’esito di un incontro con una singola mossa tattica. Gli sono grato per aver portato a Como successi storici».
E non solo, perché Kemeny contribuisce a portare sul Lario anche grandi campioni come Imre Toth, Dudo Simenc e Zoltan Kis, riuscendo sempre a valorizzare e ad ottenere il massimo dai giocatori di cui dispone.
La decade d’oro sul Lario (1987-1996) si chiude con il ritorno a Budapest del tecnico che, scelto per guidare la nazionale ungherese, raggiungerà l’apice della sua carriera sportiva. «Sebbene nel suo Paese fu inizialmente accolto con scetticismo – aggiunge il diesse della Como nuoto Flutti – Denes ha poi di fatto scritto la storia dell’attuale pallanuoto magiara trasmettendo ai suoi campioni disciplina tattica e di squadra. L’esperienza con noi è stata per lui fondamentale».
Ora che il cammino da commissario tecnico è concluso, gli appassionati sognano un suo ritorno clamoroso sul Lario. Ma per Flutti «sarà impossibile riaverlo stabilmente con noi, proveremo però a riportarlo a Muggiò, magari all’interno di un evento, per salutarlo e omaggiarlo come merita».
Perché oggi, a distanza di anni, gli insegnamenti e il carisma di Denes Kemeny sono ancora vivi in tutti i suoi ex atleti e compagni di allora.

Paolo Contangelo

Nella foto:
Tra passato e presente
Una recente immagine di Kemeny alla guida della squadra magiara di pallanuoto con cui, negli ultimi anni, ha vinto tutto

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