Como, ciclopedonale a rischio: è scontro

Palazzo Cernezzi

Pedalare da Grandate a Cernobbio, usando un’apposita pista ciclabile, sarà sempre più improbabile. La famosa “Dorsale urbana dei pellegrini” infatti, oltre che essere sul punto di naufragare definitivamente, per il rischio sempre più concreto che Regione Lombardia revochi il contributo da 1,3 milioni, ha fatto esplodere la polemica a Palazzo. A far detonare lo scontro l’affermazione dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Como, Pierangelo Gervasoni, che – nel corso dell’ultimo consiglio comunale – ha sostenuto che se non ci sarà lo stanziamento regionale, Palazzo Cernezzi non metterà quei fondi di tasca e propria e, anzi, modificherà il progetto a proprio piacimento. Immediate le reazioni. «È stato chiaro in un minuto che quel progetto, questa giunta non è mai stata intenzionata a portarlo a termine nemmeno con le varianti già a suo tempo ipotizzate sul piano finanziabile dalla Regione – si legge in una nota di Civitas – L’obiettivo si è rivelato quello di perdere appositamente i fondi di Regione Lombardia per poi non avere vincoli nel ridisegnare il progetto con un tragitto che andasse a genio a loro e a quello sparuto gruppo di commercianti aggrappati a quei 30 parcheggi di via Mentana». Uno dei lotti del piano infatti prevedeva il passaggio in quella strada e l’eliminazione di alcuni parcheggi. Contro l’assessore Gervasoni anche il Pd. «Forse è il caso che il Comune di Como sia franco sul progetto della dorsale dei Pellegrini: non c’è e non c’è mai stata la voglia di realizzare l’opera. Sono passati tre anni e mezzo e l’assessore Gervasoni ha l’audacia di dirci che il progetto così com’è non è realizzabile per le complicazioni date dal passaggio della ciclopedonale attraverso Villa Olmo o per la questione posteggi in via Mentana», dichiarano gli esponenti del Partito Democratico, Gabriele Guarisco, consigliere comunale, e Tommaso Legnani, segretario cittadino. «L’assessore Gervasoni parla di costi lievitati che non possono permettere la realizzazione dell’opera ma l’ironia triste di quest’ultima affermazione è che la Giunta Landriscina ha approvato il progetto definitivo nel giugno del 2019», chiudono i dem.

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