Como “città della musica” guarda al futuro

Oggi il primo incontro in via Sant’Abbondio
Si è parlato spesso in questi anni di “Como città della musica”, grazie a tante iniziative. Da un anno, è attiva a Como anche una “Università popolare di musica” sul modello della “libera università” di Caen ideata dal filosofo Michel Onfray. E proprio l’ateneo comasco consacrato ai pentagrammi, diretto dal maestro Bruno Dal Bon, con il “Corriere di Como” ha varato un cartellone di incontri su personaggi, luoghi, risorse e strategie che ruotano attorno al pianeta delle sette note sul
Lario che parte oggi nell’auditorium del giornale e dell’emittente Etv in via Sant’Abbondio 4. Un’occasione per riflettere sulla presenza della musica nella comunità attraverso quattro appuntamenti tutti a ingresso libero che diano voce alle forze musicali di Como: professionisti, studenti, insegnanti, semplici appassionati. Non sparate sul pianista-Riportiamo la musica nell’agenda della città è il titolo delle serate. Si parte oggi alle 20.30, per discutere di “Formazione”. Intervengono Bruno Raffaele Foti, direttore del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como, Lisa Navach, segretario artistico del Teatro Sociale di Como, e Nicola D’Antonio, preside del Liceo Musicale “Teresa Ciceri” di Como. Un’occasione per fare il punto sull’attività didattica, privata e pubblica, che in città coinvolge una serie di importanti realtà che per la prima volta potranno confrontarsi e, perché no, provare a indicare un percorso formativo comune. L’incontro sarà preceduto da un momento musicale con un virtuoso quartetto d’archi composto da Deolinda Giovanettina (violino), Roberto Arnoldi (violino), Gaia Leoni (viola), Leonardo Gatti (violoncello).

Nella foto:
Il direttore del Conservatorio “Giuseppe Verdi” Bruno Raffaele Foti

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