Como città dello sballo alcolico. Minorenni bevitori sfrenati nell’abbuffata del fine settimana

Lo sconcertante scenario emerge da un’indagine dell’Asl
Como città dello sballo, alcolico e a misura di ragazzino. Lo sconcertante scenario emerge da una corposa indagine dell’Asl, realizzata proprio a Como negli ultimi due anni, i cui risultati sono davvero scioccanti: sono proprio loro, i ragazzini, i più accaniti consumatori di alcol.
Lo fanno rischiando la salute con grande inconsapevolezza. E lo fanno nei luoghi della movida del centro cittadino, un’area particolarmente “protetta” per la facilità con la quale la si può raggiungere semplicemente a piedi o in bicicletta.
Tra maggio 2011 e marzo 2012 l’unità mobile
“Como safe tour” gestita dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione onlus che per il Comune dirige i centri di aggregazione giovanile a Rebbio e Sagnino, ha proposto l’esame dell’etilometro a ben 1.584 ragazzi della movida cittadina. Lo ha fatto in accordo con Asl e Comune di Como. Sul camper erano presenti educatori specializzati, con materiale informativo e kit di profilassi sanitaria e primo soccorso.
IL PROGETTO
Il progetto era iniziato nell’aprile 2010 in accordo con l’altra unità operativa, quella della cooperativa Il Gabbiano, impegnata nel resto della provincia. In tutto 110 uscite, oltre 4mila etilometri distribuiti e altrettanti colloqui con i ragazzi della movida tra i 14 e i 35 anni, ai quali sono stati sottoposti questionari informativi. Due anni di lavoro per disegnare un quadro sotto molti profili preoccupante.
Le unità si sono posizionate in prossimità di 44 locali del territorio, o aree dove si svolgevano eventi. La movida è stato l’oggetto di studio per valutare i comportamenti dei ragazzi, ma soprattutto per prevenire comportamenti a rischio, sia per la salute personale che per il pericolo di incidenti. Dati alla mano, se i comportamenti a rischio legati a chi si mette alla guida dopo aver bevuto sono limitati (vale il principio generale “chi beve non guida”) o, comunque, sono in diminuzione, ciò che emerge è la facilità con la quale in città i ragazzini bevono, alla ricerca delle cosiddette “abbuffate alcoliche”, una costante del fine settimana accompagnata anche dall’uso di droghe.
L’intervento dell’unità mobile in città, infatti, delinea comportamenti ben più a rischio per i giovanissimi rispetto al resto della provincia. All’esterno dei principali locali del divertimento del capoluogo, gli operatori hanno ascoltato i ragazzi, a volte li hanno convinti a non mettersi alla guida se avevano bevuto troppo (il tasso limite, al di sopra del quale scattano le sanzioni previste dal Codice della strada, è di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue) e, in almeno una decina di casi, li hanno assistiti a causa degli eccessivi livelli di alcol nel sangue, superiori a 1,5 grammi per litro. Due ragazzi sono stati anche soccorsi dal 118 per coma etilico. Livelli record di alcol sono stati rilevati nel 10% dei casi. La legge prevede, per chi si mette al volante in stato di ebbrezza, fino a 6mila euro di multa e un anno di carcere.
I RISULTATI
Un quarto del campione analizzato – si scopre dall’indagine dell’Asl – presenta “stati significativamente alterati” con 0,97 grammi di alcol per litro di sangue, valori in forte aumento rispetto all’anno precedente, quando era di 0,76 g/l. Ma anche il valore medio di alcol rilevato per l’intero campione è salito, passando da 0,52 g/l a 0,65 g/l.
Ebbene, nei ragazzini è stato riscontrato un valore medio di 0,75 grammi per litro contro lo 0,49 dei loro fratelli maggiori, i giovani più grandi.
«Il livello medio di alcolemia – si legge nel rapporto – per i minorenni risulta dunque straordinariamente elevato, il più alto di tutte le fasce di età. Più si è giovani e più si è a rischio e questo dato rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al passato».
Problemi maggiori anche per i neopatentati che per il 71% dei casi hanno evidenziato valori di alcolemia superiori a quelli consentiti dalla legge, mentre tra chi ha la patente da più di 3 anni la percentuale scende al 34%.
In generale, la quota di guidatori trovati con livelli illegali di alcol nel sangue è passata dal 30% del 2010 al 44% del 2011.
IL CENTRO CITTÀ
Il centro città è un luogo perfetto per potersi ubriacare. È quanto delinea la ricerca che ha cercato di tracciare il profilo del consumatore tipo di alcol della movida. I locali si possono raggiungere a piedi e vi è un’alta concentrazione di attività (nove volte superiore per densità al resto della città). Solo il 31% degli intervistati dichiara infatti di aver raggiunto il centro del capoluogo con un mezzo proprio. E se si escludono i taxi, quelli che arrivano in auto sono solo il 18%.
Il popolo della movida a Como è per il 55% dei casi sotto i 25 anni, è minorenne nel 36% e la sua età media è 19,4 anni. E i turisti? Proprio non ci sono, semmai rappresentano una quota – incasellata sotto la voce “stranieri” – non superiore al 6%. Infatti, il 76% del campione dichiara di venire in centro nel fine settimana per bere. Di questi, il 91% ha meno di 25 anni. Sono proprio loro – i ragazzini – a cercare sette volte su dieci l’abbuffata alcolica, «con una sorta di normalizzazione – si legge nella ricerca – di questi atteggiamenti che aumentano in misura considerevole i rischi sanitari legati alla presenza di soggetti vulnerabili dal punto di vista neurobiologico».
Ma il mix dello sballo per il 60% dei minorenni non si ferma solo a birra e superalcolici, continua con cannabis, allucinogeni, cocaina ed ecstasy, provate almeno una volta e il cui uso non è infrequente.
Como città dello sballo? «La possibilità di raggiungere agevolmente il centro storico – conclude la ricerca dell’Asl – attira i giovanissimi e induce a comportamenti meno responsabili. Al contrario, chi sceglie di divertirsi in un locale di provincia, spesso ubicato lungo le statali, ha paura di incappare in controlli delle forze dell’ordine, e quindi beve meno. Il tasso di alcolemia in provincia, dove arrivarci è più complicato per i residenti del capoluogo, è più elevato nella fascia tra i 25 e i 35 anni».
In centro città, con l’aumento esponenziale di locali negli ultimi 4 anni (+27%), è stata dunque costruita una “movida alcolica” a misura di ragazzino, che non solo non fa dormire i residenti, ma è causa delle notti insonni di molti genitori preoccupati per i loro figli.

Marco Fumagalli

Nella foto:
Scene di movida in città. La facilità con cui il centro può essere raggiunto, anche a piedi o in bici, attira molti minorenni

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