Como, il comunicato degli ex dirigenti: «Non c’è stata spoliazione di beni»

L’ex presidente Pietro Porro

L’operato della vecchia dirigenza del Calcio Como «non è stato ispirato da intenti di spoliazione del club, ma viceversa dalla volontà di consentirne la sopravvivenza e anche il rilancio». A parlare, il giorno dopo la notizia della visita della finanza negli uffici degli ex amministratori della società azzurra, sono Pietro Porro, Flavio Foti e Fabio Bruni. E lo fanno con un comunicato che sottolinea anche come «la stessa partecipazione del Calcio Como all’attuale campionato di Lega Pro è stata resa possibile grazie al rilascio da parte di Pietro Porro di fidejussioni per l’importo di 350 mila euro».
E che del resto risulterebbe documentato «il versamento da parte della controllante S3c srl nelle casse del Calcio Como nel periodo 2012-2016 di finanziamenti per il complessivo importo di 6.752.493 euro a cui devono aggiungersi sponsorizzazioni per un totale di 525.893 mila euro e fidejussioni a garanzia dell’iscrizione al campionato di B per 800 mila euro».

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Insomma, secondo la vecchia dirigenza, «ferme le rispettive valutazioni sull’utilità delle operazioni concernenti il complesso di Orsenigo e il marchio, le stesse sono state comunque poste in essere con modalità da ritenersi pubbliche e trasparenti e non certo “oscure”». La chiosa è per «la piena fiducia nell’operato della magistratura e l’assoluta serenità in relazione agli addebiti formulati, peraltro già oggetti dei chiarimenti richiesti dal curatore fallimentare e allo stesso forniti nell’ottobre 2016».

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