AMARCORD – Como da Champions con Messi. Ma ora lotta per evitare i playout

1messiPoteva essere un Como da Champions League, visto che, stando alle parole dell’ex presidente Enrico Preziosi, il “fenomeno” Lionel “Leo” Messi avrebbe potuto vestire la casacca azzurra. Non un omonimo, ma proprio il giocatore 23enne che l’altra sera, con 4  gol ha regalato al Barcellona la qualificazione alla semifinale di Champions League, in cui i catalani incontreranno l’Inter. «Quando ero presidente del Como avemmo Messi per un provino. Aveva 15 anni e lo scartammo. Lo seguivamo da tempo e già all’epoca era un fenomeno».

Queste sono state le affermazioni di Preziosi che poi ha anche spiegato i motivi del diniego: «Non si decise di prenderlo per varie situazioni. E, come spesso accade, qualche volta si fanno errori. C’era tutta una trafila da fare, anche per quanto riguardava i genitori, che andavano sistemati in Italia, visto che si trattava di un giocatore minorenne».

«Poi si è pensato di non prenderlo – ha spiegato ancora Preziosi – anche per un approccio che un po’ tutti abbiamo, con il disinteresse a seguire ragazzi giovani. Quasi nessuno li prende, pensando di far fare loro una lunga trafila e, alla fine, un contratto da professionista».
Insomma, un grande rimpianto, soprattutto se si considera che avrebbe potuto vestire la maglia del club lariano il più grande giocatore del mondo, mentre adesso la squadra è in lotta per evitare i playout nel terzo campionato nazionale, la Prima Divisione.
«Con uno come Messi avremmo sistemato i bilanci per trent’anni – ha detto ancora l’attuale presidente del Genoa – Ma molto spesso sono i direttori sportivi che si occupano dei ragazzi giovani, che decidono di ingaggiarli o no. Non voglio scaricare la colpa, ma è stato così. Avevamo una persona che seguiva Messi, era entusiasta di venire in Italia, poi però non se ne è fatto niente».
E qui, al momento di fare una ricostruzione,  comincia il “giallo”. Perché di Messi proposto al Como e addirittura “provinato” non si ricorda nessuno. Non lo ricordano   Silvano Fontolan e Giorgio Bressani, all’epoca (si parla del 2002, stando alle parole di Preziosi), rispettivamente, tecnico e segretario del settore giovanile.  

E soprattutto i due direttori sportivi dell’epoca, abbastanza arrabbiati per come sia stata descritta la vicenda, tengono a fare alcune puntualizzazioni.
«Andate a studiare la storia di Lionel Messi, la sua biografia – sostiene Antonino Imborgia, oggi diesse del Piacenza – Tutti vedrebbero che quando Messi aveva 15 anni era già del Barcellona: suo padre aveva firmato un contratto con i catalani nel dicembre del 2000. Io di questa storia, che ogni tanto salta fuori, non  so nulla. E posso garantire che all’epoca nessuno mi parlò di una trattativa con Messi: sicuramente me ne sarei ricordato».
Anche Carmine Gentile, pure diesse azzurro in quel periodo, tiene a fare alcune puntualizzazioni. «Mi sento di escludere che ci sia stato un provino a Orsenigo – afferma – Anche perché qualcuno si sarebbe ricordato di un “fenomeno” argentino, con problemi nella crescita, accompagnato dalla famiglia. Ci sarebbero biglietti aerei acquistati, alberghi prenotati, personale di Orsenigo e del vivaio che avrebbe avuto a che fare con lui. Anche la Questura, visto che si trattava di un extracomunitario e della sua famiglia, avrebbe dovuto essere avvisata. Ed eventualmente ci saremmo mossi per trovare un lavoro ai genitori e una casa. Come mai, invece, nessuno ricorda questo arrivo di Messi da noi a Como e di questa mobilitazione che sarebbe stata nella logica delle cose?».
Anche Gentile invita a guardare con attenzione alle date e al fatto che «già dalla fine del 2000 Lionel Messi e i suoi genitori avevano trovato l’accordo con il Barcellona. Insomma, non tornano i conti».
Ma allora dove sta la verità? L’ipotesi più accreditata, al di là del “giallo” sul provino, è che ci sia stato un contatto, magari direttamente con Preziosi, per portare Lionel Messi al Como.
«All’epoca c’era  un consulente di mercato, Renato Favero, che seguiva il mercato argentino – spiega Carmine Gentile – e potrebbe avere segnalato Messi al presidente». Del resto Favero è anche lo scopritore di Diego Milito e di Ezequiel Lavezzi, protagonisti in serie A rispettivamente con le maglie di Inter e Napoli. Quindi uno che ha buon fiuto.
La segnalazione, dunque, potrebbe essere giunta, poi seguita da un «no grazie». Altra ipotesi, che emerge, un possibile prestito dal Barcellona, che ha sempre creduto nel giocatore, seguito comunque da un rifiuto arrivato dal Lario.
Insomma, tutte ipotesi legate al mercato che non possono non far venire qualche rimpianto ai tifosi azzurri, anche perché ci sono altri giocatori sudamericani passati da Como nell’era Preziosi, che per un motivo o l’altro non hanno vestito la maglia azzurra. «Posso garantire che ho buona memoria – conclude Gentile – Messi non me lo ricordo, ma posso citare Cristian Ledesma, oggi alla Lazio, da noi nell’estate del 2001: ma mister Loris Dominissini preferì puntare su altri giocatori. Preziosi era anche riuscito a ingaggiare Amauri, ora alla Juventus, che fu parcheggiato al Bellinzona e poi ci fu “soffiato”. E infine si allenò per qualche mese a Orsenigo Fernando Tissone, attualmente alla Sampdoria, che venne con tutta la famiglia, poi andò all’Udinese. Insomma: ricordo tutto con precisione e ribadisco che Messi qui non l’ho mai visto».
 Massimo Moscardi

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