Como, da oggi “le chiacchiere stanno a zero”

Calcio –  Dopo la surreale vicenda Ciuccariello, adesso parla il campo: esordio in Coppa Italia
Dire che questa estate sia “calda”, sul fronte calcistico, è tutto sommato esagerato, se si considera che, in anni non troppo lontani, i tifosi del Como si erano abituati a mancate iscrizioni, ricorsi al Tar, problemi economici e vicende che hanno fatto piangere più di un fan azzurro. Senza dimenticare le stagioni da tortura in serie D.
Certo è che le premesse erano state scoppiettanti, con la conferenza stampa ai primi di giugno in cui era stato annunciato il passaggio di consegne dall’attuale
dirigenza, capitanata da Antonio Di Bari e Amilcare Rivetti all’imprenditore torinese Raffaele Ciuccariello. Una trattativa misteriosa, come misterioso rimane il motivo del suo fallimento.
Una vicenda che, purtroppo, ha fatto ridere l’Italia intera e che è stata anche ripresa a livello nazionale visto che Ciuccariello, allo stesso modo, qualche tempo fa si era presentato, e poi era allo stesso modo scomparso, con il Torino.
Pare un secolo fa eppure si sta parlando di giugno. Un capitolo archiviato – ma che non va comunque dimenticato – visto che oggi inizia ufficialmente la stagione degli azzurri, che hanno come allenatore, per le carte federali, Carlo Garavaglia, ma che in realtà saranno ancora guidati da Oscar Brevi, l’ex difensore che nella scorsa stagione in pochi minuti fu riconvertito da giocatore ad allenatore per sostituire l’esonerato Stefano Di Chiara, tecnico che pochi giorni prima Di Bari aveva definito come “intoccabile”.
Il tempo delle chiacchiere è dunque finito e ora la parola passa al campo, visto che alla fine una squadra è stata costruita e oggi ci sarà l’esordio ufficiale allo stadio Sinigaglia, in Coppa Italia.
Per chi avesse voglia di seguire la truppa azzurra, alle ore 17, l’appuntamento è per la gara contro i laziali del Guidonia, formazione di serie D. Una partita che, fatto curioso, sarà arbitrata da un figlio d’arte, Luca Pairetto, figlio di Pierluigi, per anni uno tra i migliori direttori di gara italiani, già visto sul Lario ai bei tempi della serie A del Como negli anni ’80.
C’è comunque la curiosità per vedere all’opera un Como che va considerato ancora in costruzione, la cui ossatura c’è già, e su cui Brevi e Garavaglia hanno potuto lavorare fin dal ritiro a Sondalo. Lo scorso anno lo stesso Brevi arrivò a opera iniziata da altri e dovette tamponare. Ora ha potuto fare quello che voleva ed è logico che ci saranno, da parte di tutto l’ambiente, anche meno benevolenza e più severità nel giudicare la sua opera sulla squadra.
C’è di buono che, rispetto allo scorso anno il mister non è stato lasciato solo, ma ha al suo fianco un valido direttore generale, Marco Degennaro, che rappresenta l’utile tramite tra i vertici del club (ultimamente evanescenti, ma al loro silenzio ci si è tristemente abituati) e lo stesso staff tecnico della squadra azzurra.
E proprio da Degennaro ci si attendono gli ultimi colpi (in particolare l’arrivo di un attaccante) da un mercato che finora ha portato molti giovani (soprattutto per ragioni di risparmio economico), ragazzi che saranno al centro dell’attenzione e che faranno di tutto per mettersi in luce. Un nome su tutti, quello dell’ex Brescia Emanuele Bardelloni, classe 1990, ritenuto uno tra i più forti talenti del vivaio italiano. A lui e agli altri il compito di dimostrare che la fiducia è stata ben riposta.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Raffaele Ciuccariello, per un giorno “presidente” del Como

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