Como dimentica Eli Riva

La mostra prevista nel 2014

Analizzando l’identikit della prossima mostra, pubblicato sul “Corriere di Como” (curatore Flaminio Gualdoni) ci si avvede della seconda sezione della esposizione, “La città nuova, ritratti di città”, che io chiamerei il contesto, e cioè quella in cui generalmente sono presenti autori che contestualmente hanno avuto attinenza con il tema e con l’autore principale. È una tattica – strategia? usanza? – di comodo per riempire spazi non sufficientemente occupati per numero, dall’autore principale.
Ci si avvede, dicevo, che, nel nostro caso, questa seconda sezione è occupata da artisti che solo fuggevolmente o occasionalmente hanno avuto contatti o esperienza con la città di Como: Melotti, (forse una mostra fotografica?), Alik Cavaliere, Schifani, Adami, Tadini, Rotella. Personalmente ricordo solo Mertz, per il fascio di luce azzurra sulla Torre (Porta Torre), assai bello, nell’anno voltiano.
Ci si chiede perché sia stato ignorato un artista comasco, Eli Riva, che tanta attenzione ha dedicato alla città: in campo urbanistico (basti pensare ai due progetti per piazza Cavour, il primo nel 1975 vincitore di Concorso), in campo architettonico (tre complete soluzioni presbiteriali in altrettante chiese parrocchiali: Sant’Agata, Blevio, Lipomo), con progetti di riqualificazione urbana e aree dismesse (importante il progetto per il rifacimento dell’Hotel Barchetta – committente Villa D’Este).
Membro durante sette anni (fra gli anni ’50 e i ’60) della Commissione Edilizia del Comune di Como, nell’occasione fu artefice del non abbattimento dell’Hotel Plinius. Fu punto di riferimento, dell’opinione pubblica cittadina per il buono da farsi e il male da non farsi (no alle paratie del 2002 a caratteri cubitali). Dimenticato è dire poco. Sembra si faccia apposta.

Enza Coratolo Riva

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