Como e Lecco di nuovo unite, è subito polemica

L’ipotesi potrebbe essere discussa presto in Parlamento ma non tutti sono d’accordo
Diciassette è un numero che non piace a tutti. Soprattutto ai superstiziosi. I quali sicuramente rifletteranno sul fatto che sono trascorsi 17 anni da quando le Province di Como e di Lecco hanno separato i rispettivi destini.
Adesso, a distanza di oltre una generazione, quella scissione è in discussione. I problemi di bilancio dello Stato spingono il Parlamento a ipotizzare l’accorpamento delle Province. Como e Lecco, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, sarebbero tra le prime “indiziate” per la ricomposizione di territori amministrativi più ampi.
Il fatto è che dopo 17 anni la separazione ha raggiunto un punto di non ritorno. Nessuno, in particolare a Lecco, sembra intenzionato (o interessato) a rinnovare il matrimonio con Como. Si fa interprete di questa visione Lucia Codurelli, deputata lecchese del Pd. «Credo che una riforma degli enti locali sia necessaria – premette Codurelli – Anche una revisione dei confini delle Province può essere accolta. Sono invece contraria alla eliminazione tout court che significherebbe tornare al centralismo regionale». La parlamentare democratica, però, si pronuncia decisamente contro «un accorpamento che segni il ritorno a 17 anni fa. Sarebbe illogico – dice Lucia Codurelli – non perché Como sia cattiva ma per le affinità ormai quasi inesistenti tra i nostri due territori. Un ente ha ragione di esistere se risponde in modo puntuale al territorio e ai suoi bisogni. Vogliamo razionalizzare? Bene, allora si superino i livelli di governo davvero inutili come i consorzi e le Comunità montane».
Ieri intanto, a Como, si è riunita la consulta dei presidenti dei consigli provinciali lombardi. All’ordine del giorno proprio la costituzione di un tavolo che formuli una proposta di accorpamento. Secondo Fernando Mazara, presidente del consiglio provinciale di Como, «tornare alle Province con un milione di abitanti è possibile. Io stesso sarei favorevole a una grande Provincia Como-Lecco-Sondrio, anche se la Valtellina è molto estesa territorialmente. La cosa importante, però, è che la proposta parta dal basso. Che non sia cioè calata dal legislatore nazionale. Non aspettare che altri decidano per noi, questa sarebbe una sconfitta molto grave per il territorio».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.