Como, falsa ripartenza: al Sinigaglia vince l’Ascoli

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Una classica situazione del calcio. Crei azioni, fai di tutto ma non riesci a segnare, un po’ per imprecisione, un po’ per la bravura del portiere avversario. E quando tutti attendono da un momento all’altro la rete che sblocchi la partita a tuo favore, segnano gli altri.
La ripartenza del Como dopo la pausa di campionato, la “prima” allo stadio Sinigaglia per i lariani è stata velenosa come il morso di un serpente. Gli azzurri hanno fatto di tutto per vincere, hanno tenuto con autorevolezza il campo e hanno avuto una serie di buone occasioni per passare in vantaggio, senza sfruttarle.
Poi, al 26’ del secondo tempo, il lampo (decisivo) dei bianconeri marchigiani (con calze rosse in onore del compianto presidente Costantino Rozzi): azione veloce degli ospiti, Fabio Maistro atterrato in area da Luca Vignali, calcio di rigore e gol. Ulteriore beffa, il portiere lariano Stefano Gori ha pure intuito la traiettoria del tiro di Federico Dionisi, ma non è riuscito a fermarlo.
In precedenza, come detto, i lariani ci avevano provato in tutti i modi, soprattutto con uno scatenato Moutir Chajia, spina nel fianco nella difesa avversaria. Tra le azioni di maggiori rilievo, nel primo tempo, una conclusione di Alberto Cerri al 17’, parata da Nicola Leali, un tiro alto di Chajia al 25’, un clamoroso errore di Luca Vignali (31’) che a pochi passi dalla porta ha sparato sopra la traversa, per non dire di Antonino La Gumina solo davanti al portiere (38’), che ha calciato sul portiere ospite. Anche alla fine del primo tempo i lariani hanno insistito, con Alessio Iovine che ci ha provato da lontano, ancora stoppato dall’estremo difensore.
Nella seconda parte, più equilibrio, con qualche stoccata di qua e di là fino al rigore che ha deciso il match. Peraltro nel finale il Como ha avuto la possibilità di pareggiare, con due colpi di testa di Ettore Gliozzi (in occasione del secondo era praticamente solo davanti al portiere) ma nulla di fatto.
Questa del resto, è la serie B, dove non ti perdonano nulla e ogni errore viene punito. E non ci si può permettere di sbagliare 6-7 nette opportunità di andare a rete. Conta la concretezza e in questa circostanza è stata una medaglia sul petto degli ospiti.
Non è mancato qualche mugugno verso l’allenatore azzurro Giacomo Gattuso, che per qualche tifoso è già diventato da stratega simbolo dalla promozione a un allenatore che ora non sa fare nemmeno un cambio. Sic transit gloria mundi, evidentemente. Fino al prossimo successo, quando per le stesse persone che mugugnavano in tribuna il mister tornerà ad essere il migliore di tutti.
Una giornata finita male in uno stadio praticamente esaurito, con 2.297 spettatori presenti, con qualche coda di troppo per entrare e quindi con un sistema che andrà rivisto in vista dei prossimi incontri. La richiesta generalizzata è di aumentare il numero degli addetti; anche qualche steward dello stadio lo ha ammesso: «eravamo pochi».
Venerdì alle 18 nuovo appuntamento casalingo: al Sinigaglia arriva il Frosinone, che ieri ha pareggiato in casa 0-0 con il Perugia. La giornata si è aperta venerdì con uno 0-0 tra Benevento e Lecce. Ieri il Brescia ha vinto in trasferta per 3-1 ad Alessandria, mentre Spal e Monza hanno impattato 1-1. Il sabato si è chiuso con Ternana-Pisa 1-4 (dura la vita delle neopromosse…) e con l’1-1 nel derby calabrese fra Crotone e Reggina. Oggi la chiusura del turno con Cosenza-Vicenza, Cremonese-Cittadella e Pordenone-Parma.

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Como – Ascoli 0-1, un momento del match (foto Roberto Colombo)

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