Como, Forza Italia pronta a rientrare in giunta. Ma vuole due assessori e deleghe “forti”

Primo consiglio Comunale 2020 nella sala consiglio ristrutturata

Una maggioranza in cerca di sé stessa si è trovata sabato pomeriggio, a Palazzo Cernezzi, a discutere del suo incerto presente e del suo possibile futuro. Per la prima volta da un paio d’anni a questa parte Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista Insieme per Landriscina hanno condiviso un tavolo e qualche argomento di confronto.
Obiettivo dichiarato, almeno nelle intenzioni del sindaco Mario Landriscina, aprire la strada a un rientro degli azzurri in giunta. Risultato raggiunto, nessuno. Almeno per il momento.
Il partito di Silvio Berlusconi tornerà nell’esecutivo cittadino se e quando il sindaco avrà la forza (o la voglia) di fare un rimpasto: di assessori e di deleghe. Sino ad allora, si continua con il copione degli ultimi mesi: un agguato dopo l’altro su ogni questione delicata. E una tensione che cresce.
Ma procediamo con ordine. Alla riunione, oltre al sindaco, erano presenti la segretaria provinciale della Lega Laura Santin, il commissario provinciale di Forza Italia Mauro Caprani accompagnato dal capogruppo Enrico Cenetiempo, i coordinatori provinciale e cittadino di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari ed Enrico Avalli , e la portavoce della Lista Insieme per Landriscina, l’assessore Elena Negretti.
Al sindaco è toccato il compito di introdurre la discussione e di riassumere i termini di un problema in verità noto a tutti: l’impossibilità di andare avanti in ordine sparso. Landriscina ha fatto un passaggio sui grandi temi della città (dei quali però non si è parlato in dettaglio) e ha mostrato irritazione per le recenti scaramucce tra Lega e Forza Italia su dormitorio e “Grande Como”. In particolare, il sindaco ha detto chiaramente a Molinari di non aver gradito la presentazione della mozione sulla “Grande Como”, di cui non era stato preventivamente informato. «Così non si può andare avanti», sono state le parole secche e nette di Landriscina.
Dopodiché, si è passati all’argomento principale della riunione, ovvero il possibile rientro di Forza Italia in giunta. Caprani e Cenetiempo hanno subito sottolineato di non aver mai avanzato richieste di alcun tipo e di non rivendicare poltrone.
«Noi continuiamo ad appoggiare la maggioranza sui punti del programma, così come detto subito dopo l’uscita dei nostri assessori», ha ripetuto Caprani.
Un segnale chiaro. Senza una soluzione, il Vietnam continua. Ma la soluzione che Forza Italia prospetta non sembra essere facilmente digeribile. Il rientro nell’esecutivo del capoluogo lariano, a pari condizioni, presuppone infatti la nomina di due assessori azzurri e la ridistribuzione delle deleghe.
Landriscina dovrebbe perciò ringraziare e giubilare due dei “tecnici” oggi presenti in giunta e rivedere tutti gli altri incarichi. Non proprio una passeggiata. Perché l’addio di due assessori potrebbe anche essere politicamente indolore (ma non umanamente, cosa che al sindaco in verità pesa moltissimo). Non così la revisione delle deleghe. Che sicuramente aprirebbe nuovi fronti polemici.
Iniziata alle 10.30, la riunione si è sciolta alle 12.20. Nessuno dei tre partiti oggi rappresentati in giunta ha mosso obiezioni al ritorno dei forzisti nell’esecutivo. Ma nessuno ha nemmeno detto un sì o un no al rimpasto delle deleghe. Landriscina, su questo punto, è solo. Tocca a lui decidere. In quali tempi non è stato detto. Intanto questa sera si torna in consiglio comunale. Tutto è rimasto come prima. Forse.

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