Il Como gioca la carta della disperazione. Depositata una pre-affiliazione

Akosua Puni Essien

Tra un colpo di scena e l’altro, il Como tenta disperatamente di rimanere a galla. Almeno per altre 24 ore. Il tempo necessario a cullare le ultime illusioni. Lo fa affidandosi alla lotteria dei ricorsi e delle carte bollate. Che sicuramente riempiranno le pagine delle cronache sportive delle prossime settimane. Andiamo con ordine. Partendo dalla giornaliera telefonata al responsabile comunicazione della società azzurra, Gianluca Savoini.

«I soldi potrebbero arrivare in banca a Milano stasera (ieri, ndr)», ripete come un mantra Savoini. Una risposta incisa nel clichè di queste ultime settimane. Sempre uguale. Sempre meno credibile. In realtà – forse – la parte italiana della dirigenza del Como spera davvero che i soldi arrivino. Oggi, domani o persino nei prossimi giorni. E per questo motivo – ecco la novità di giornata – ha inoltrato una domanda di pre-affiliazione alla Federcalcio passando, come da regolamento, attraverso il Comitato regionale milanese.

L’ultima gara degli azzurri, la sfida di playoff persa a Piacenza

La notizia, filtrata dalla stessa società azzurra, è stata confermata, anche se in modo rocambolesco, proprio dagli uffici del Comitato del capoluogo lombardo, contattati ieri nel primo pomeriggio al telefono dal Corriere di Como. «Abbiamo ricevuto un plico ma non siamo autorizzati a dire nulla», è stata la risposta dei funzionari. L’idea è semplice, si fa per dire. In attesa che i soldi arrivino sul serio, si manda avanti la burocrazia. Confidando nella buona sorte. O nelle maglie larghe dei regolamenti federali, dentro i quali insinuare le ragioni che hanno causato i ritardi nei pagamenti di stipendi e pratiche. D’altronde, in passato è già successo che squadre prima escluse da campionati e non affiliate siano riuscite a rientrare, dimostrando buona volontà e una ritrovata solidità economico-finanziaria. Quanto possa funzionare tutto questo è difficile dire. E nutrire speranze potrebbe essere illusorio.

Sempre al telefono, ieri pomeriggio, il vicesegretario della Lega Pro, Emanuele Paolucci, è stato lapidario. «Il termine per l’iscrizione al campionato scade domani (oggi, ndr) – ha detto – se non verrà presentata la documentazione la squadra verrà esclusa dal campionato perché non risulterà associata alla Lega». Il mancato deposito delle domande, aggiunge Paolucci, precluderà poi, «in ogni caso, una futura iscrizione».

Akosua Puni Essien nel giorno della presentazione con i tifosi azzurri

Il tema più spinoso, comunque si dipani la matassa della burocrazia federale o di Lega Pro, resta sempre legato al denaro. Sino a questo momento, il Football Club Como di Akosua Puni Essien ha messo sul tavolo lariano circa mezzo milione di euro: 237mila per comprare all’asta la società e almeno altri 200mila per pagare gli stipendi di marzo. È lecito domandarsi per quale motivo chi ha fatto questa operazione voglia perdere così tanti soldi. Il problema è che per continuare ne servono molti di più. E se, come sembra, Lady Essien ha perso per strada i suoi soci, può apparire verosimile la scelta di non proseguire. Per la mancanza di liquidità o per una valutazione imprenditoriale diversa da quella iniziale. Per pagare gli stipendi di aprile, maggio e giugno e ottenere l’affiliazione bisogna sganciare subito, cash, altre 600mila euro. Poi firmare i contratti con allenatore, nuovi giocatori, staff. Quindi versare le fidejussioni e versare le quote di iscrizione al campionato. Un milione non basta. Domanda: qualcuno vuole rischiare questo capitale? La risposta arriverà. A breve o tra qualche giorno.

Intanto oggi sapremo se l’azzardo della pre-affiliazione è servito a qualcosa. Qualora dovessero arrivare davvero i bonifici londinesi, infatti, la squadra potrebbe comunque iscriversi al campionato e prepararsi agli inevitabili strascichi legali. Ma si tratta della più flebile delle speranze. E In ogni caso, una gestione così abborracciata e approssimativa non è certo il segnale più rassicurante che si possa lanciare: alla città, ai tifosi e a tutti coloro che non vorrebbero vedere cancellata, con un colpo di spugna, una parte importante della storia sportiva lariana.

Da. C.

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