Como, fino a ieri nessuna offerta è giunta in Comune

Meno quattro allo scadere dei termini per la presentazione delle “offerte” per il rilancio del Como. E nessuna novità. Le cordate e i singoli potenzialmente interessati non hanno formalizzato, fino a ieri, alcuna proposta. La decisione del sindaco, Mario Landriscina, di avviare una procedura con evidenza pubblica obbliga tutti a muoversi in modo prudente e, soprattutto, a presentare una documentazione completa.
In attesa che i salvatori del pallone azzurro si facciano vivi a Palazzo Cernezzi, lo stesso sindaco ha partecipato ieri in Prefettura al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, convocato da Bruno Corda per discutere proprio del caso Como.
Al centro dell’attenzione, in particolare, la questione dello stadio Sinigaglia, i cui lavori di manutenzione sono sempre all’ordine del giorno.
Il prefetto ha insistito con Landriscina affinché il Comune chieda ai potenziali investitori garanzie pure sugli investimenti da fare sul vecchio impianto di viale Puecher.
Dall’incontro di via Volta è uscita una valutazione positiva sul metodo adottato dal municipio del capoluogo per affrontare il problema del ripescaggio del Como. L’idea del bando e la costituzione del comitato dei saggi chiamato a valutare le proposte è stata giudicata in modo favorevole. Così come la massima trasparenza su tutti i passaggi di qui all’eventuale richiesta di “Lodo” che il Comune potrebbe avanzare se ve ne fossero le condizioni.
Il nodo è sempre lo stesso: la solidità dei proponenti. Per affrontare «dignitosamente» un campionato di serie D, al quale il nuovo Como dovrebbe iscriversi partendo sostanzialmente da zero, servono molti soldi. Le cifre oscillano a seconda del tipo di squadra che si intende mettere in campo – molto competitiva e con ambizioni, ovvero giovane o di prospettiva – ma tra gli addetti ai lavori si parla di almeno un milione di euro.
Senza diritti televisivi e con una previsione di incassi ridotta, è chiaro che l’investimento, almeno in una fase iniziale, sarebbe a fondo perso. Oltretutto, la gestione dello stadio sarebbe comunque a carico della nuova società, sebbene si possa presumere con richieste di affitti inferiori rispetto al recente passato. Una situazione non facile, il cui vero volto sarà scoperto soltanto alla scadenza del bando comunale. Quando si saprà se davvero qualcuno intende salvare la storia sportiva del calcio lariano.

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