Como, il destino nelle mani del Tar. In fibrillazione per la sentenza
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Como, il destino nelle mani del Tar. In fibrillazione per la sentenza

Un attesa estenuante che dovrebbe terminare nella mattinata di oggi, quando il Tar del Lazio comunicherà definitivamente il destino del Como.
O serie C – quindi in un campionato professionistico con match di alto livello confacenti alla tradizione della squadra azzurra, o serie D, con trasferte su campi di provincia, spesso con piccole tribune e in località pressoché sconosciute.
La speranza un po’ di tutti, a dire il vero, era di avere già ieri la sentenza. Ma, al momento della chiusura delle pagine del nostro quotidiano, ieri sera, l’avvocato del club lariano Eduardo Chiacchio è stato perentorio: «Se ne riparla nella mattinata di venerdì», ha spiegato.
Una attesa iniziata poco dopo le 14.30 di ieri, quando è terminata l’udienza al Tar del Lazio, con il ricorso degli azzurri che chiedono di essere ripescati nel prossimo campionato di serie C. Un torneo che peraltro scatterà nel prossimo fine settimana.
La questione, come è noto, riguarda la mancata presentazione della fideiussione richiesta al momento di presentare la domanda di ripescaggio; carenza che i vertici azzurri hanno compensato con un bonifico, inviato pochi minuti prima delle 13 del 27 luglio. Un primo ricorso è stato rigettato dal Collegio di garanzia del Coni; ora si attende la decisione del Tar.
Tutti i dirigenti ieri sono rimasti attaccati ai telefonini, in contatto con i loro legali, in attesa di avere qualche notizia da Roma. Per primo Roberto Felleca, presidente in pectore della società lariana, che ha preferito non sbilanciarsi.
«Noi abbiamo fatto davvero tutto quello che era possibile fare – ha detto nel pomeriggio – A questo punto possiamo soltanto aspettare, con la speranza che ci venga riconosciuto il diritto di giocare in serie C».
«Certo è che dobbiamo anche essere pronti per una eventuale risposta negativa – ha concluso – Ovvio che mi dispiacerebbe molto, in una situazione in cui abbiamo i problemi con i nostri tifosi che tutti conoscono. Una bocciatura non faciliterebbe le cose».
In caso di ripescaggio in serie C, l’ipotesi è che ai lariani possa essere concessa una finestra di mercato, unita alla possibilità di iniziare più tardi il campionato (con un girone che andrebbe eventualmente ridisegnato completamente).
Se invece sarà serie D, non ci sarà troppo tempo per fermarsi a pensare, visto che domenica la squadra di mister Marco Banchini sarà impegnata sul campo di Sant’Ambrogio di Valpolicella, nel Veronese; poi l’esordio casalingo contro i bergamaschi dello Scanzorosciate.
Ma, una volta archiviata la questione del ripescaggio, arriverà anche il momento di capire il piano industriale e la riorganizzazione della società.
Il presidente Massimo Nicastro ha da tempo annunciato il suo addio e di fatto le redini del club sono state tenute da Roberto Felleca, Enrico Garau e dall’imprenditore comasco Stefano Verga. Con l’uscita di scena di Nicastro, Felleca dovrebbe diventare presidente, Garau amministratore delegato e Verga vicepresidente, con il suo ingresso nella compagine societaria, accompagnato dall’arrivo di altre figure del territorio o della vicina Svizzera.
Anche di questi argomenti si parla da tempo, ma ora, una volta definita la situazione sul fronte sportivo con la sentenza del Tar, anche il ridisegno del club diventerà un argomento di estrema urgenza.

14 settembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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