Como, il voto è un caso. Lo studierà il “Cattaneo”

L’annuncio da Bologna
Il trionfo del centrosinistra in un territorio sempre dominato politicamente dalla parte avversa; l’astensionismo su livelli enormemente superiori a quelli registrati nel resto del Paese, soprattutto al ballottaggio; il “flop” elettorale dei grillini, incapaci di superare la barriera del 5% nonostante una crisi profondissima dei partiti maggiori.
Sono questi alcuni dei motivi che spingeranno l’Istituto Cattaneo di Bologna a studiare il “caso Como”. Lo ha confermato ieri, al Corriere di
Como, Piergiorgio Corbetta, docente di Metodologia delle scienze sociali all’Università felsinea e ricercatore dello stesso Istituto Cattaneo, il centro studi più importante in Italia per l’analisi dei flussi elettorali. «Faremo alcune indagini approfondite su Como e su Monza – dice Corbetta – anche per comprendere quanto sta accadendo nei territori lombardi in chiave di comportamenti degli elettori».
Corbetta ammette di «non conoscere nel dettaglio la situazione di Como», ma descrive a grandi linee una situazione comune a molte realtà locali. «Da una parte – afferma il ricercatore bolognese – si fa sempre più forte la crisi generalizzata del centrodestra, Pdl e Lega. Dall’altra parte, non accenna a diminuire la sfiducia nei partiti. Mai, dal dopoguerra, questa sfiducia ha raggiunto indici simili. Non c’è più nessuno che creda nei partiti. La classe politica è vecchia e in scarsa o nulla sintonia con l’elettorato, i partiti non riescono a cambiare nemmeno la legge elettorale che tutti condannano visto che ha tolto lo scettro dalle mani dell’elettorato. E poi, c’è la crisi economica. Che accentua l’ostilità della gente verso la politica». Persino lo scandalo in cui è rimasta coinvolta la Lega, dice Corbetta, ha avuto riflessi su tutto il sistema. «Nei simpatizzanti e negli antipatizzanti il Carroccio era visto come un partito tutto sommato onesto, gli scandali hanno assestato un colpo durissimo a tutto il quadro».
Secondo il ricercatore dell’Istituto Cattaneo, «ormai è saltato un blocco sociale. Completamente. La situazione è estremamente complessa e preoccupante dal punto di vista della tenuta della democrazia. Bisognerà comprendere come e in che modo si instaurerà qualcosa di nuovo».

Dario Campione

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