Como: iscrizione alla serie C, fumata grigia.  La corsa a ostacoli dei dirigenti azzurri
Cronaca

Como: iscrizione alla serie C, fumata grigia. La corsa a ostacoli dei dirigenti azzurri

Un passaggio fatto e uno da compiere, con la mattinata di oggi che a questo punto può essere davvero decisiva per le sorti del Como per la prossima stagione.
Nella sostanza, i dirigenti del club lariano ieri, nello studio di un notaio, hanno sottoscritto il cambiamento della ragione sociale, con la società che da dilettantistica è diventata una Srl pronta per il calcio professionistico. E questo è il passaggio andato a buon fine.
Ci sarà da attendere invece questa mattina per avere le fideiussioni che servono da garanzia per ottenere il ripescaggio in serie C1 nella prossima stagione.
Di fatto è una corsa contro il tempo, visto che il termine ultimo per chiedere il ripescaggio è fissato per venerdì alle 13. Un minuto dopo, ogni porta sarà chiusa. Di fatto mancano due giorni per predisporre e consegnare tutta la documentazione.
Come è noto, il club lariano ha la certezza di poter essere ripescato, con il suo quinto posto nell’apposita graduatoria. I posti che si sono liberati per i problemi di altre società danno ampie garanzie.
E tra l’altro una squadra che precede i lariani nella graduatoria, il Prato, potrebbe anche rinunciare. Una strada praticamente spianata, per un cammino che però è decisamente costoso. Per il ripescaggio sono infatti richiesti prima di tutto 300mila euro a fondo perduto. Stessa cifra per la fideiussione, che deve essere una garanzia per i tesserati, i collaboratori e i dipendenti del club. C’è poi una ulteriore fideiussione da 350mila euro da sommare all’iscrizione (60mila). In pratica un milione di euro.
Il tutto da aggiungere agli ingaggi e alla costruzione della squadra, oltre che alle normali spese di gestione di una società “pro”.
Un progetto che ha diviso gli attuali soci con il presidente uscente Massimo Nicastro che, dopo aver parlato di trasferimento della proprietà in America, progetti sullo stadio, e di un futuro ad alti livelli, ha deciso di mollare e ha manifestato l’intenzione di lasciare. «La mia idea? Consolidare le basi della società e ripartire dalla D», ha dichiarato in una intervista al Corriere di Como.
Dal canto suo l’altro socio al 50%, Roberto Felleca, ha confermato che non intende mollare e vuole ripartire dalla serie C. Di fatto ora è in prima linea con il futuro amministratore delegato, Enrico Garau e Nico Bisazza, responsabile del settore giovanile, per trovare il bandolo della matassa e presentare la domanda completa per il ripescaggio in C.
Rispetto all’ottimismo degli scorsi giorni, manifestato da più parti, è inutile negare che non manchi apprensione, perché il tempo stringe. Fonti dirigenziali rivelano di soldi comunque pronti a livello di garanzie e di una giornata, quella di oggi, che dovrebbe portare buone notizie sul fronte fideiussioni.
Ma, mai come in questo caso, vale la citazione di Giovanni Trapattoni, il famoso «Non dire gatto se non l’hai nel sacco». Fino a quando la documentazione non sarà completa, quindi, di certezze non ce ne saranno.
Il tutto mentre la squadra prosegue il suo ritiro ad Arona e domenica è attesa dalla prima partita, per la Coppa Italia maggiore, sul campo del Catania (ore 20.30). Una sfida secca; chi passa il turno è atteso dal Foggia.
Massimo Moscardi

25 luglio 2018

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