Como, la giunta al giro di boa. Bilancio di metà mandato ancora con troppi chiaroscuri

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Politica e città

Martedì 22 maggio 2012, sabato 22 novembre 2014. Due anni e sei mesi. Il classico giro di boa che apre la stagione dei primi bilanci. Tra conferme, rimpianti e qualche rammarico.
Il centrosinistra di Como inizia la fase di atterraggio. Riflette sulle cose fatte e su quelle da fare. Sulle cose annunciate e promesse e su quelle mantenute o accantonate.

I risultati attesi erano numerosi. E molto grandi. Mario Lucini aveva dichiarato di voler «cambiare passo» alla città. Slogan sicuramente efficace sul piano della comunicazione. Ma forse un po’ eccessivo, troppo ottimistico. L’effetto boomerang, tra qualche mese, potrebbe rivelarsi micidiale.

È lo stesso Lucini, sentito ieri al telefono, a evidenziare le tonalità in chiaroscuro della prima metà del suo mandato.
«Sono molto soddisfatto per le decisioni prese in materia di Zona a Traffico Limitato (Ztl) e di rifiuti – dice il sindaco del capoluogo lariano – Anche sul lungolago siamo a buon punto. Avendo terminato i passaggi più delicati credo che riusciremo a portare a casa il risultato».
La soluzione della vicenda Trevitex si aggiunge alle note positive, anche se su suggerimento del cronista. «In realtà non la considero una partita chiusa fin quando non saranno iniziati i lavori», spiega Mario Lucini.
Il punto nero è invece la Ticosa. Madre di ogni battaglia nei lunghi anni dell’opposizione alle giunte di centrodestra e oggi cruccio quasi insormontabile. «C’è ancora molta incertezza – ammette il sindaco – soprattutto sulla possibilità di proseguire con Multi».
Una considerazione tanto sincera quanto preoccupata e amara. Che apre una riflessione quasi scontata. Il destino radioso di Como, la “rivoluzione” urbanistica che avrebbe dovuto cambiare definitivamente la fisionomia della convalle, resterà ancora a lungo un sogno. Una chimera. Nemmeno il centrosinistra riuscirà, con ogni probabilità, a rimarginare la colossale ferita inferta alla città dopo l’abbandono della fabbrica simbolo del distretto tessile lariano.
Il saldo della giunta di centrosinistra, a voler essere onesti, è per il momento negativo. Sulla colonna dei risultati c’è sicuramente l’avvio della raccolta differenziata su larga scala, il finanziamento del restauro di Villa Olmo (i cui lavori sono in attesa di partire) e – salvo sorprese – la donazione di Daniel Libeskind. Dall’altra parte l’elenco è invece molto lungo. A partire dalla nuova Ztl, scelta al momento caratterizzata dalla sua incompiutezza.
Le auto sono state certamente espulse dal centro storico. Ma piazze e strade non hanno cambiato fisionomia. Sono state semplicemente desertificate.
Senza soluzione restano al momento altre annose questioni: la realizzazione del campus universitario e della cittadella sanitaria; il rilancio dell’autosilo di Val Mulini; la cessione del patrimonio comunale improduttivo; la sistemazione delle strade; la riapertura del mercato coperto.
C’è poi il capitolo grandi mostre. I due appuntamenti targati Luigi Cavadini hanno avuto esiti perlomeno sconfortanti. Soprattutto il primo, dopo il quale è stata registrata una drastica (ma non ancora sufficiente) inversione di rotta.
Domanda scontata. A metà mandato, sindaco, se la sente di darsi un voto? Risposta altrettanto ovvia. «No. Non sarò certo io a promuovere o bocciare il lavoro fatto».

Da. C.

Nella foto:
La Zona a Traffico Limitato (Ztl) è uno degli obiettivi raggiunti dall’amministrazione di centrosinistra al governo del capoluogo da maggio 2012

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