Molino: «Como, la svolta dopo la sconfitta con il Bra»

«La svolta di questa stagione? Dopo la sconfitta interna con il Bra. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che era il momento di cambiare». Daniele Molino, 31 anni il prossimo 15 gennaio, centrocampista del Como, parla della prima parte di stagione degli azzurri.
L’andata è terminata, con i lariani terzi in classifica a 5 lunghezze dalle due prime, Caronnese e Gozzano (44 punti contro 39). Il ritorno si aprirà il 7 gennaio, con la trasferta a Sesto San Giovanni contro la formazione milanese. In questi giorni gli azzurri sono in vacanza con programmi di allenamento personalizzati. La ripresa della preparazione sarà il giorno 28.
«Chi si sarebbe aspettato di vedere il Como in questa posizione all’inizio della stagione? Invece siamo lì in alto», afferma ancora Molino, che poi ammonisce: «Ovviamente non abbiamo conquistato nulla. Il nostro obiettivo è il primo posto. Guai a sentirsi appagati».
Il giocatore di Olbia è uno degli elementi più esperti della rosa di mister Antonio Andreucci. Sul Lario è arrivato il 17 agosto. «Senza aver fatto la preparazione – dice ancora – ho giocato le prime gare ufficiali per 90’ minuti. E a un certo punto l’ho pagato: ci sono state 4-5 partite in cui ho faticato tantissimo, ma poi sono tornato in forma e il problema è passato».
«Il problema della preparazione e dell’inizio del lavoro in ritardo ha toccato anche la squadra inizialmente – sostiene Daniele – L’inizio è stato difficile, ma era una situazione da mettere in conto».
Un Como che è reduce da cinque successi consecutivi. «Le cose sono cambiate dopo la sconfitta interna con il Bra. Ci siamo confrontati e abbiamo fatto un salto di qualità sul fronte della mentalità vincente, poi supportato dai risultati successivi. E sicuramente un grande aiuto per crescere ci è arrivato da mister Andreucci e da Ninni Corda».
«Non manca qualche rimpianto – spiega ancora Molino – Penso ai pari esterni con Derthona e Caronnese: partite in cui eravamo in vantaggio e ci siamo fatto raggiungere nel finale».
Tra gli elementi positivi della crescita degli azzurri, il fatto che il Sinigaglia non sia più stato terra di conquista. «È diventato il nostro fortino. E direi che la consacrazione è arrivata nell’ultima partita con la Folgore Caratese: prima non era così. Peraltro proprio a Como incontreremo Gozzano e Caratese, sfide che non potremo fallire in alcun modo».
E oltre alle prime della classe, ecco chi teme maggiormente Molino: «Direi Pro Sesto e Folgore Caratese, sono state costruite con ambizioni importanti e si sono confermati interlocutori tosti».
Massimo Moscardi

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