Il Como alla signora Essien: il rogito entro il 31 marzo. Questione logo da definire
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Il Como alla signora Essien: il rogito entro il 31 marzo. Questione logo da definire

Il nuovo proprietario del club lariano

Ora chiamatelo Football Club Como. È questo il nome della società che ieri mattina ha rilevato il fallito Calcio Como 1907 dalle mani del curatore Francesco Di Michele e del giudice Marco Mancini. Le indiscrezioni della vigilia hanno dunque trovato conferma. A rappresentare il nuovo corso, al quarto piano del palazzo di giustizia, c’era l’amministratore unico Ariella Casimiri. Ma è stato lo stesso curatore, parlando alla stampa, a far intendere che a capo di tutto ci sarà «la signora Essien», ovvero la 40enne londinese – originaria del Ghana – Doris Akosua Asomo Puni, moglie del noto calciatore di Chelsea, Real Madrid e Milan. Era stata lei a giungere in città per visionare gli impianti e parlare con allenatore e direttore sportivo, e sarà lei a guidare e a tentare di «far grande» il nuovo Como, come scritto in una lettera ai tifosi di cui diamo conto sotto. Erano salite a 31, nel frattempo, le cordate o presunte tali che si erano avvicinate alla società azzurra. Ma di queste l’unica che ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco le parole – infilando la mano nel portafoglio – è stata quella di matrice inglese. La busta, l’unica giunta nelle mani del giudice, è stata aperta ieri mattina poco dopo le 11.
Dopo una rapida verifica della correttezza formale del contenuto, è arrivato l’annuncio: «Abbiamo verificato le formalità relative all’offerta – ha detto il giudice Mancini – L’offerta è tempestiva e regolare, unica presentata per il prezzo di 237 mila euro (10 mila in più di quanto richiesto come base, ndr). Aggiudichiamo alla Fc Como srl il Calcio Como».

Scatta un timido applauso. Poi è già tempo di nuove date e scadenze. L’atto di rogito di fronte al notaio dovrebbe avvenire il 27 marzo, e comunque prima del 31. Dall’1 aprile ufficialmente la signora Essien e il suo staff saranno i nuovi proprietari del Como, senza marchio e senza centro sportivo. Sul campo di allenamento c’è comunque un affitto valido che non verrà modificato. Sul marchio la questione è tanto aperta quanto complicata, ma ci sarà tempo e modo di parlarne. A tirare le fila, al termine di una giornata finalmente felice per i tifosi azzurri e per tutta la città, sono stati il giudice Mancini («sono sollevato per le persone che fanno parte della società e anche per la città») e il curatore Di Michele, cui i tifosi in segno di gratitudine hanno regalato una sciarpa. «In questi otto mesi ne abbiamo viste di tutti i colori – ha detto Di Michele – Indiani con modelle, cinesi che volevano portare 300 bambini con famiglie, interessamenti dal Brasile, da Dubai, gente che mi chiedeva quanto incassa il Como alla domenica, altri che volevano sapere del paracadute della B… Ho sempre pensato che se uno era veramente interessato al Calcio Como un’idea di costi doveva pur averla».
E la signora Essien? «L’ho conosciuta per un paio di ore. Una persona molto professionale. Sono contento di questa soluzione. È una garanzia, molto preparata in campo sportivo, la persona giusta al posto giusto». Non manca il classico sassolino da togliere dalle scarpe.
«Qualcuno credo che aspettasse domani a fare l’offerta, dopo l’ennesima asta deserta. Invece non è andata così». Quanti comaschi tra i 31 della lista? «Forse nessuno». «Mi spiace lasciare questo incarico – è la chiosa del curatore – È stata un’esperienza unica con persone di altissimo livello umano e professionale. Cedo il mio posto volentieri a chi è più bravo di me».
Mauro Peverelli

17 Marzo 2017

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