Como – Nervi tesi

Calcio – Dopo la sconfitta con la Spal è arrivato il deferimento per la fideiussione presentata in ritardo la scorsa estate. E prosegue la querelle societaria
Le sventure, si sa, non vengono mai sole. E così, dopo la prima sconfitta della stagione (0-2 interno domenica con la Spal), ieri per il Calcio Como e per il presidente Antonio Di Bari è arrivato il deferimento da parte del procuratore federale della Federcalcio.
Una mossa che era attesa, visto che la contestazione al club lariano è la presentazione in ritardo della fideiussione per l’iscrizione al campionato 2011-2012. E si sa già come andrà a finire, ossia al club lariano sarà tolto un punto in classifica, come da regolamento e come aveva subito sottolineato il presidente della Lega Pro, Mario Macalli.

La vicenda, dunque, è nota e il deferimento non sorprende. Certo è che è arrivato proprio nel momento peggiore della squadra azzurra che, dopo un buon inizio di campionato, domenica scorsa ha perso una partita in cui era in teoria favorita, visto che allo stadio Sinigaglia è arrivata una formazione di bassa classifica.
Un’occasione per mantenere contatto con il vertice della classifica, visto che la formazione di vetta, il Taranto, è andata a vincere sul terreno del Carpi. Gli azzurri, inoltre, dovevano riscattare la non buona prestazione offerta con il Foggia. Invece ne è uscita una gara da dimenticare.
E non c’è nemmeno troppo tempo per rifiatare, dal momento che gli uomini di Ramella domani sera sono impegnati a Pisa nel turno infrasettimanale di campionato.
Una settimana intensa sul fronte sportivo ma non solo, visto che i riflettori rimangono puntati anche sulle vicende societarie. Questioni che hanno creato malumori e tensioni e che potrebbero essersi rispecchiate anche nella pessima prova degli uomini di Ramella nella gara contro la Spal.
Certo è che in tribuna, domenica scorsa, la tensione era palpabile e alla fine il responsabile dell’area tecnica Antonio Tesoro si è sfogato con chi, dall’esterno, avrebbe portato tensione nella squadra.
Il riferimento è alle persone legate alla cordata di imprenditori lariani, legati al vicepresidente Amilcare Rivetti, che si sono detti disponibili ad acquisire il club.
Ma, al di là dell’abitudine tipicamente italiana di andare a cercare sempre altrove le colpe per qualcosa che non va, quello che è successo con la Spal potrebbe anche essere il risultato di una tensione interna alla squadra che, al di là delle parole di circostanza, può essere deflagrata in questa occasione. E ora tocca a mister Ernestino Ramella riuscire a rimettere assieme i cocci, visto che domani sera incombe la trasferta in terra toscana. Una gara in cui non ci sarà Toledo, che alla vigilia del match con gli estensi era tra i più nervosi e che ha ricevuto un cartellino rosso per un fallo di reazione.
Ma questa settimana sarà importante anche sul fronte societario. La contrapposizione tra le due anime è ormai nota. Da una parte, il presidente Antonio Di Bari e la famiglia Tesoro (papà Savino e il figlio Antonio); dall’altra, il vice Amilcare Rivetti che ha trovato l’accordo con una cordata di imprenditori comaschi ormai uscita allo scoperto con il suo progetto. Un piano che prevede l’investimento su un nuovo stadio, il possesso dell’85% del club (con il 15% a Rivetti, che rimarrebbe presidente) e l’impegno per la gestione pregressa del club dal 1° luglio 2011 a oggi.
Lo stallo è determinato dal “famoso” impegno di Di Bari e Rivetti a fare entrare con il 33% Tesoro nel club lariano. Un impegno che, però, l’attuale numero 2 del club sostiene di non avere mai firmato. E su questa vicenda le parti sono intenzionate anche ad andare in Tribunale. Per tutto quello che sta accadendo, il caso non pare destinato a una facile soluzione. Ciò che è certo è che in questi giorni la cordata targata Como si ritroverà in una serie di riunioni per analizzare ogni aspetto del possibile ingresso in società. L’intenzione di proseguire rimane anche se, dopo l’accordo con Rivetti, bisogna capire come intende agire Di Bari. Di giorno in giorno, quindi, potrebbero esserci novità o sviluppi, anche se in questo momento è difficile capire quale e come sarà il finale della querelle.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Antonio Di Bari e Savino Tesoro seduti vicini in tribuna allo stadio Sinigaglia

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