Como, ecco i nomi per la giunta del nuovo sindaco Mario Landriscina

Il silenzio di Mario Landriscina sui futuri assetti di giunta non è riuscito a mettere a tacere il dibattito sulla composizione dell’esecutivo, argomento sul quale si sono scatenate, ancora ieri, moltissime indiscrezioni. Alcune attendibili, viste anche le fonti da cui provengono. Altre del tutto improbabili. Il primo dato su cui tutti gli attori sembrano più o meno concordare è la suddivisione degli incarichi.

I partiti indicheranno al sindaco alcuni nomi sui quali Landriscina deciderà mantenendo una certa autonomia. Il patto tra gentiluomini siglato nel centrodestra prevede tre assessori e la presidenza del consiglio per Forza Italia, tre assessori alla Lega Nord, due assessori alla lista civica del sindaco e un assessore a Fratelli d’Italia. L’idea è di guardare in prima battuta nel novero dei consiglieri eletti, anche se lo stesso Landriscina ha insistito sulla necessità di individuare, soprattutto per le deleghe chiave, prima di tutto persone competenti e non prive di esperienza.

Domenica notte, a poche ore dall’esito del ballottaggio, il neosindaco ha discusso a quattrocchi con il coordinatore azzurro Alessandro Fermi alcuni possibili assetti. Forza Italia vorrebbe candidare Anna Veronelli alla presidenza del consiglio, mentre per la giunta si fanno i nomi di Achille Mojoli (Turismo e Grandi eventi), Francesco Pettignano (Patrimonio) e dell’esordiente Elena Canova, cui potrebbe andare un assessorato ai Giovani. La Lega ha chiesto e ottenuto un assessorato per la segretaria cittadina Alessandra Locatelli, mentre la lista civica Insieme dovrebbe indicare Marco Galli (Sport) ed Elena Negretti (Servizi sociali). In realtà, Landriscina potrebbe chiamare in giunta come assessore al Bilancio Marco Rezzonico; in questo caso, Galli potrebbe essere sacrificato e restare fuori dall’esecutivo. Marco Butti è invece l’unico nome indicato sinora da Fratelli d’Italia. Sul ruolo di vicesindaco, poltrona molto ambita, la discussione è aperta, Il sindaco ha fatto capire di voler scegliere da solo e senza eccessive pressioni, ma il Carroccio non nasconde le sue ambizioni in proposito.

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