Como Nuoto, è guerra in vista delle prossime elezioni

alt Polemiche in attesa dello scrutinio del 18 marzo
Botta e risposta fra l’ex capitano della squadra di pallanuoto e il presidente Dalle Donne

(m.mos.) È battaglia in attesa del 18 marzo, data in cui ci saranno le elezioni del nuovo consiglio della Como Nuoto. La polemica è stata aperta da Giovanni Dato, ex capitano della squadra di pallanuoto, che intende presentarsi con una sua lista e che ieri ha inviato un comunicato stampa di fuoco contro l’attuale dirigenza della società di viale Geno.
Proprio a Dato, alla vigilia della seconda gara di campionato, è stata tolta la fascia dai dirigenti. E da questo il giocatore parte nel

suo scritto. «In vista delle elezioni societarie – spiega l’atleta – ho comunicato a giocatori e dirigenza la volontà mia e di terzi di presentare una lista ai soci, una lista con progetti chiari per lo sviluppo di una società da tempo in serie difficoltà economiche, ricadute ampiamente sui risultati sportivi assenti da troppo». In un comunicato il club parlava della scelta di togliere la fascia a Dato, per un atteggiamento definito «scorretto e destabilizzante».
«La faccenda sa troppo di fame di potere e di paura del confronto – sostiene ancora l’ex capitano – le elezioni a cosa servono se nessuno può parteciparvi, salvo l’attuale dirigenza? La dirigenza pare abbia scelto di lottare contro la democrazia interna, mettendo in pratica comportamenti antisportivi». Dato poi rilancia sostenendo che gli attuali dirigenti hanno rifiutato il tesseramento di cinque soci «pur in una situazione economica di estrema difficoltà» e conclude sostenendo che viene impedito «lo svolgimento normale e trasparente delle elezioni».
L’attuale presidente Alessandro Dalle Donne ribatte però punto su punto, affermando «il diritto della società di fare scelte». Sulla fascia di capitano tolta il numero uno afferma: «Il capitano è l’uomo di fiducia della società – spiega – Nel momento in cui non condivide più il progetto tecnico e crea destabilizzazione è giusto cambiarlo».
«Perché la prima squadra va bene e comanda in serie A2 – aggiunge Dalle Donne – ma i gossip non mancano e quello che sta accadendo crea problemi. Se Dato aveva qualcosa da dire poteva anche venire a confrontarsi con il consiglio, con noi. Perché non lo ha fatto? Noi siamo aperti al dialogo, ma Dato ha scelto il percorso sbagliato. Lui parla di correttezza: ma se non condivideva le gestione e il progetto tecnico, perché non ha rinunciato alla fascia di capitano?».
C’è poi il discorso, fatto da Giovanni Dato, sui risultati agonistici insoddisfacenti. «Abbiamo la formazione maschile al vertice in A2, quella femminile che per la prima volta milita nello stesso campionato e un vivaio con un costante aumento di giovani grazie al progetto tecnico che abbiamo impostato. Questi sarebbero risultati scarsi?», dice il presidente.
Per quanto riguarda, infine, le iscrizioni rifiutate Dalle Donne sottolinea: «Si parla di un problema economico, che c’è. La Como Nuoto, infatti, è da sempre precaria. Ma il nostro primo scopo è la promozione degli sport natatori, non fare affari o calcoli economici. Quindi se qualcun altro ha questa visione, sicuramente è distante dalla nostra. I soci non accettati? Persone che non hanno fatto un percorso in società, che volevano evidentemente iscriversi per votare in assemblea. Noi vogliamo invece gente che ci creda e che si senta effettivamente legata al nostro progetto».
C’è poi una stoccata finale. «Ho visto la lista di Dato – conclude il presidente – C’è un allenatore di pallanuoto come Jonathan Del Galdo: il che significa non condivisione di quello che stiamo facendo e destabilizzazione su chi sta lavorando. C’è anche un tecnico di nuoto che non abbiamo più voluto perché ci ha in pratica costretto a ricostruire da zero tutto il settore».

Nella foto:
Giovanni Dato, ex capitano critico verso l’attuale dirigenza

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