Como – Nuove offerte

Calcio – L’esternazione del presidente Amilcare Rivetti, che si è detto disposto a vendere dopo essere rimasto solo, ha risvegliato l’interesse per il club azzurro. E l’agenda è fitta
Qualcosa si muove: l’uscita pubblica di Amilcare Rivetti, che si è detto pronto a cedere, anche subito, il Como ha mosso le acque e ha creato un certo interesse rispetto alla società lariana.
A questo punto all’offerta della cordata romana-toscana-campana, che si è esposta attraverso il procuratore Antonio Stinà, si stanno aggiungendo altri contatti decisamente interessanti per il presidente della società lariana che, da detentore della maggioranza, può aprire trattative con qualunque

interlocutore.
Per quanto riguarda il gruppo coordinato da Stinà, negli scorsi giorni è giunta una offerta, a cui è seguita, da parte di Rivetti e dei suoi consulenti, una contro-proposta. Entro breve, dunque, si dovrebbe sapere se questo progetto andrà avanti o si arenerà.
Ma nel dubbio, Amilcare Rivetti potrà parlare con altre persone perché, come detto, il fatto che non nasconda più l’intenzione di vendere ha comunque suscitato interesse.
Da qui alla fine dell’anno l’agenda del numero uno si presenta – compatibilmente con il periodo festivo – abbastanza intensa. Ieri, in orario di pranzo, c’è stato un incontro con Savino Tesoro, l’imprenditore che con una serie di esternazioni pubbliche gli ha promesso una mano.
Ma i rumors dicono che, ad esempio, lo stesso numero uno oggi abbia in programma un incontro con un interlocutore della vicina Svizzera, che vorrebbe capire la situazione. E, come detto, da qui alla fine dell’anno non sono da escludere, magari dopo Natale, riunioni con altre persone.
Perché, come detto, il Como per tradizione, per il fatto di rappresentare un capoluogo e anche per la sua buona classifica, pare rappresentare un prodotto – malgrado tutto – appetibile. Poi starà al presidente e ai suoi consulenti capire le reali intenzioni e la serietà dei loro eventuali interlocutori.
Perché comunque Rivetti su un punto è chiaro con tutti: vuole vendere il Como a qualcuno che possa dare garanzie ben precise per il futuro, non a qualche avventuriero. Una riflessione da tifoso in una situazione che però deve valutare anche con sano cinismo imprenditoriale visto che, come ha sempre sottolineato in questi giorni: «Alla fine sono rimasto solo». E da solo gestire il club è una missione improponibile.
Ieri, intanto, al centro sportivo di Orsenigo si è vissuta un’altra giornata strana: dopo alcune promesse volate nel corso della cena di lunedì sera a Campione d’Italia, i giocatori attendevano un anticipo sugli stipendi (la cui scadenza, per la normativa federale, è comunque in febbraio).
I soldi, però, non sono arrivati e la cosa ha portato non poca tensione all’interno della squadra e irritazione tra chi pensava che la promessa sarebbe stata mantenuta.
Il gruppo da oggi rimane a riposo fino al giorno 28, in cui riprenderà la preparazione in vista del match con la Pro Vercelli del prossimo 8 gennaio.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Amilcare Rivetti, rimasto solo al comando, pare deciso a vendere la società lariana

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