Como, oggi la “prima” del post-Banchini. Trasferta insidiosa con la Pro Sesto

Como Olbia

Giacomo Gattuso si appella ai valori con cui è cresciuto al Calcio Como: «Dedizione, umiltà e perseveranza». L’allenatore-traghettatore della squadra azzurra oggi vivrà la sua “prima” in panchina dopo l’esonero di Marco Banchini. Alle 15 gli azzurri scenderanno in campo a Sesto San Giovanni contro la Pro Sesto.
Alla guida della squadra lo stesso Gattuso e Massimiliano Guidetti, chiamati dalla società a questo compito, in attesa che venga scelto il nuovo mister.
Compito non facile per il Como, che peraltro in questa stagione in trasferta ha sempre fatto bene, con una media punti nettamente superiore rispetto a quella dei match casalinghi. Non a caso l’esonero di Banchini è giunto dopo due deludenti pareggi interni contro formazioni di bassa classifica, il 2-2 con l’Olbia della scorsa settimana e lo 0-0 di lunedì sera con il Piacenza.
In classifica gli azzurri sono quinti con 21 punti alla pari con il Lecco. La Pro Sesto è quarta a 23. Guida il Renate, che guarda tutti dall’alto a quota 28.
A Gattuso e a Guidetti, e poi al tecnico che arriverà, si chiede un cambio di marcia. «Sicuramente dobbiamo essere molto più aggressivi, bisogna mostrare che siamo noi i padroni – spiega ancora “Jack” – Possiamo e dobbiamo dimostrare che la squadra meriti di stare in alto in classifica facendo bene sul campo, perché la rosa è composta da giocatori di alto livello. Il Como deve anche appassionare, nonostante si giochi in uno stadio senza pubblico. Ma sappiamo che i nostri tifosi ci seguiranno con ogni mezzo».
«Mi sento bene, so che ho una grande responsabilità ma ciò non mi preoccupa perché ho la fortuna di conoscere benissimo i giocatori – aggiunge Gattuso – Abbiamo una squadra forte e quindi non sono spaventato dal ruolo che devo ricoprire ora. La cosa più importante sicuramente è che il Como faccia bene in stagione».
Per Gattuso il ruolo di traghettatore non è nuovo. Negli ultimi anni al Novara gli è capitato spesso. «Mi sento preparato – ha aggiunto – sono carico e pieno di adrenalina. Porterò avanti i miei valori in primis come uomo: dedizione, umiltà e perseveranza, valori che ho imparato stando qui a Como».
Il tecnico si concede infine un confronto con la precedente esperienza alla guida dei lariani, 15 anni fa. «Vi è una netta differenza. La prima scelta è stata fatta col cuore, conscio che sarebbe stata un’annata difficile perché la squadra andava ricostruita. Ho deciso con il cuore sapendo che non sarebbe stata una stagione facile. Ora la squadra è competitiva, la società è forte e mi sento più maturo come tecnico. Darò il massimo, da traghettatore o da allenatore non mi interessa, ciò che conta è che il Como faccia bene».

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